Al tavolo governativo per Eni Livorno: si frena sulla vendita. I punti della discussione

RadioCage 18 settembre 2009 0

ENI_livorno_stab

“Al termine dell’incontro preso il MISE dove si è avviata la discussione sul futuro della Raffineria ENI di Livorno, sono stati individuati e condivisi i seguenti punti che costituiscono altrettanti temi di lavoro:

1) la presenza della Raffineria di Livorno rappresenta un fattore cruciale per il futuro dell’economia del territorio;
2) la presenza di ENI sul territorio livornese deve essere garantita oltre la specifica questione della Raffineria, poiché costituisce un fattore non eludibile per le prospettive di tutto il territorio livornese;
3) in ogni caso, qualsiasi soluzione per la Raffineria deve positivamente affrontare:
- investimenti adeguati per l’innovazione di processo che consentano di traguardare l’impianto per il lungo periodo;
- il mantenimento dei livelli occupazionali diretti e dell’indotto;
- la tutela dei diritti acquisiti dai lavoratori;
- la tutela effettiva della salute, della sicurezza e dell’ambiente;
4) per dare concretezza a quanto convenuto si individua il MISE quale sede di monitoraggio e confronto in stretto collegamento con le istituzioni, l’Azienda e le OO.SS. Gli incontri saranno attivati immediatamente su richiesta delle Parti e, comunque non appena si presentino soluzioni industriali;
In questo ambito, ENI si è impegnata prima dell’avvio di negoziati concludenti, a presentare il progetto industriale;
5) Le OO.SS. si impegnano a sottoporre ai lavoratori le decisioni assunte nel presente verbale ed a proporre la revoca delle iniziative in atto e già programmate.

Firmato
Ministero dello Sviluppo Economico
Provincia di Livorno
Regione Toscana
Comune di Livorno
Comune di Collesalvetti
OO.SS.: CGIL-CISL-UIL-UGL”
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fonte: www.corrieredilivorno.it

di Michelangelo Sarti

LIVORNO – Gary Klesch è il nuovo proprietario della raffineria? Nel lungo incontro di ieri pomeriggio nel quartier generale del ministero dello sviluppo economico, a Roma, fra il governo, i vertici dell’azienda, i rappresentanti delle istituzioni locali e dei sindacati, la risposta a questa domanda c’è stata, seppure indirettamente. Ed è no. Anzi, si allontanerebbe. Alle 20, al termine del tavolo durato tre ore, le varie parti hanno siglato un accordo che detta al compratore le condizioni che dovrà garantire per poter comprare lo stabilimento di Stagno, e basta scorrere la storia del fondo americano, per quello che ne possiamo sapere, per capire che i requisiti richiesti Klesch non ce li ha.
Nel documento si spiega che la «presenza della raffineria è cruciale per lo sviluppo del territorio livornese» e qualora si affronti una cessione «il soggetto industriale che si presenta dovrà garantire investimenti adeguati nel lungo periodo», garantendo «l’occupazione, i diritti e la sicurezza dei lavoratori». Il ministero «monitorerà l’attuazione dell’accordo e convocherà le parti non appena sarà definito il piano industriale».
Il documento sottoscritto dà diritto dunque ai (quattordici) soggetti industriali (inizialmente scartati) di poter pensare a un loro ritorno in lizza. Sette mesi dopo l’avvio della gara per vendere lo stabilimento di Stagno l’affare con Klesch non è così scontato. No, il finanziere americano ufficialmente, a quanto è dato sapere, c’è ancora, ma certamente le condizioni inserite nel documento autorizzano a pensare che ora tutto possa accadere.
C’è chi ritiene questo risultato anche frutto della lotta dei lavoratori, una tenacia che neppure Eni, forse, si sarebbe aspettata. In cambio, ed anche questo è stato inserito nel documento, il “cane a sei zampe” chiede agli stessi lavoratori di interrompere ogni manifestazione.
A Roma, Cosimi, Kutufà, Bacci, Martini, e i sindacati hanno mostrato compattezza di idee spiegando quelle che erano le richieste. Richieste che, va ricordato, sono state approvate all’unanimità dal consiglio comunale di Livorno e di Collesalvetti e in una riunione preparatoria al tavolo di ieri svoltasi in Provincia, e guidata dal presidente Kutufà. E che Eni, alla fine, sembra aver recepito.
Adesso si guarda al 28 settembre, giorno in cui è stato convocato il consiglio d’amministrazione di Eni chiamato a comunicare al mercato se e con quale soggetto l’affare si farà oppure no.

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