Raffineria Eni: Klesch non compra più

RadioCage 2 ottobre 2009 0

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Fonte: www.iltirreno.it

L’accordo non si fa. Il finanziere americano Gary Klesch non è più interessato all’acquisto della raffineria Eni. Sparisce così di scena uno dei candidati più controversi all’acquisto dell’impianto produttivo di Stagno. La possibilità di una firma con Klesch aveva scatenato la protesta dei lavoratori che per giorni – all’inizio del mese di settembre – hanno presidiato i cancelli dell’industria provocando il blocco della produzione.

Gli operai si opponevano all’acquisto da parte del finanziere americano per via del suo passato discutibile, di specialista in bancarotte con un presente rispettabile di risanatore di aziende. Klesch si è dimostrato imbattibile nel comprare aziende in crisi a prezzi di saldo, risanarle e rivenderle a pezzi. Così i mille lavoratori della raffineria hanno temuto di finire nello “spezzatino”.

La raffineria di Stagno non fa più parte dei progetti di business di Eni e per questo la dirigenza del Cane a sei zampe ha deciso di dismetterla. Ma fornendo alcune garanzie, come l’impegno che la raffineria sarà venduta a chi garantirà investimenti capaci di dare un futuro all’impianto.

La nota della Cgil. Forse sono state proprio queste condizioni a convincere Klesch ad abbandonare il campo. Come sostiene Paolo Graziani, segretario generale Cgil, quando ricorda che il 17 settembre scorso “si era trovato l’accordo su un percorso finalizzato al mantenimento dell’attività industriale della raffineria Eni di Livorno. Non a caso si era chiesto e ottenuto che Eni mantenesse una sua presenza nel territorio e che in in ogni caso, qualsiasi fosse stata la soluzione per la raffineria, si dovevano prevedere investimenti adeguati per l’innovazione di processo tali da consentire di traguardare l’impianto per il lungo periodo, il mantenimento dei livelli occupazionali diretti e dell’indotto, la tutela dei diritti acquisiti dai lavoratori, la tutela effettiva della salute, della sicurezza e dell’ambiente”.

Tutte condizioni che, secondo Graziani, “molto probabilmente hanno fatto disamorare il finanziere, ma queste – aggiunge – sono le condizioni. Eni e Governo le hanno sottoscritte e dunque devono lavorare perché siano rispettate. Noi e i lavoratori con noi, le abbiamo ben presenti”.

Martini: adesso tocca a Eni.
“L’interruzione delle trattative di Eni per la vendita della raffineria di Stagno a Gary Klesh appare un passaggio obbligato di fronte all’impossibilità di un accordo soddisfacente. Prendiamo atto di questa decisione. Adesso si riparte da capo”. Lo ha detto il presidente della Regione Claudio Martini, secondo cui “questo nuovo percorso che si apre rappresenta un’importante occasione per rafforzare, da parte di Eni, l’attenzione sul polo livornese”.

“Chiediamo pertanto ad Eni – ha aggiunto Martini – un continuo impegno per garantire le prospettive di questo sito industriale, gli investimenti necessari per mantenere l’impianto competitivo e in efficienza, l’avvio degli interventi di bonifica. La Regione si impegna a fare la sua parte per favorire questa prospettiva.”.

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