
visioni distorte # 3
“anche se non guardi la televisione, la televisione ti riguarda”
Dopo che la sua messa in onda era stata annunciata a mezzo stampa, alla fine lo spot più atteso della storia della nostra televisione è davvero arrivato “in tutte le case italiane”. Da qualche settimana, un postumo Mike Bongiorno ci invita ad acquistare la nuova tariffa di Infostrada:
Mike Bongiorno per quasi tutti i trenta secondi dello spot non compare: anzi, in modo quasi premonitore, viene evocato come assenza (“Mike non c’è”). La scena è totalmente occupata dal mezzo busto di Fiorello, l’altro testimonial della campagna, impegnato a pubblicizzare le condizioni della tariffa telefonica, finché nell’inquadratura entra anche Leonardo, figlio dello stesso Bongiorno, per portare al messaggio pubblicitario un po’ di colore giovanilistico. La narrazione pubblicitaria corre quindi verso il risolutorio finale: Mike finalmente appare, fuori scena, nella parte del regista dello spot, in un luogo che solitamente la telecamera cela all’occhio dello spettatore.
Per la prima volta nella storia della televisione italiana uno spot pubblicitario realizzato prima della morte del suo protagonista viene trasmesso postumo. Esiste un precedente riguardante l’attore Gino Cervi (1901-1974), i cui “caroselli” per “Vecchia Romagna Nera” vennero comunque mandati in onda dalla Rai dopo il decesso del protagonista, per rispettare il contratto con l’azienda di liquori; ma accadde negli anni settanta, in tempi in cui lo sviluppo, la potenza e la capacità di “creare significati” del mezzo televisivo erano davvero altra cosa rispetto alla odierna quotidianità.
Non si tratta qui di esprimere un giudizio etico sull’operazione. D’altra parte sulla striscia nera che sormonta le immagini campeggia la scritta “su desiderio della famiglia Bongiorno”, pertanto l’opportunità della messa in onda dello spot è stata evidentemente il frutto di un ragionamento condiviso tra l’azienda committente, l’azienda “emittente” e i legittimi eredi delle volontà del deceduto; come si dice in questi casi, “contenti loro, contenti tutti”, anche perché in fondo agli altri resta comunque la canonica possibilità del “cambiare canale”.
E’ invece interessante sottolineare come l’operazione consenta al mezzo televisivo di sperimentare una funzione messianica tutto sommato inedita: quella di mantenere in vita i morti.
Attenzione, il senso è del tutto diverso rispetto a quello di una classica trasmissione in cui si utilizzano filmati di archivio in cui sono presenti il corpo e la voce di persone morte, come accade ovviamente anche per la maggior parte delle opere cinematografiche o tele-filmiche esistenti e realizzate nell’ultimo secolo.
Qui la morte diventa, a posteriori, l’oggetto stesso del messaggio audiovisivo: attraversa consapevolmente il processo di costruzione del senso, poiché si inserisce come evento reale all’interno delle fasi di realizzazione del prodotto: tra la sceneggiatura, le riprese, il montaggio e la messa in onda. Proprio perché la morte è precedente ad almeno una di queste fasi, trasforma completamente il messaggio del prodotto audiovisivo.
Mike Bongiorno dunque torna in tv dal regno dei morti. La tv ha il potere di farlo risorgere e, in questo caso, di permettergli di continuare a fare pubblicità.
Quando ho visto per la prima volta questo spot mi sono venute in mente le parole con cui Stefano Agosti in La parola fuori di sé (Manni Editori, 2004) conclude la sua riflessione su Petrolio, l’opera postuma ed incompiuta di Pier Paolo Pasolini: “con la parola testamentaria di Petrolio, la quale testimonia di fatto come il linguaggio preceda il soggetto e continui dopo di lui [...] Pasolini instaura il seguente patto [...] con il lettore: ‘tu mi riconoscerai (o ti riconoscerai) come corpo morto inscritto nel testo e, per ciò stesso, salvato, protetto, conservato, nella perennità del linguaggio” (p.94).
Petrolio, sostiene Agosti, è un testo in cui è incastonato il corpo morto dello stesso autore. Concetto affascinante, ma probabilmente destinato ad offrire spunti di riflessione solo a coloro che si interessano dell’opera pasoliniana o comunque di letteratura contemporanea.
La televisione italiana e Infostrada sono riusciti effettivamente a fare “di più”, trasformando questa intuizione di matrice accademica in uno spettacolo “per il grande pubblico”: uno spot in cui è incastonato il corpo morto di Mike Bongiorno, salvato, protetto, conservato nella perennità dello schermo televisivo.
Una lapide pubblicitaria.
visioni distorte # 2:
“Il corpo delle donne”. Tette, tv e pietas
visioni distorte # 1:





















