Da Arcore a Gemonio
tratto dal blog di Marco Bracconi

“Meno extracomunitari siginifica meno criminalità”. Silvio Berlusconi lo dice a Reggio Calabria. Dopo i fatti di Rosarno. Nel contesto di un piano straordinario contro le mafie.
Siamo un millimetro prima della xenofobia, se per xenofobia si intende l’avversione per lo straniero in quanto portatore di pericoli per la società.
Ma il Cavaliere è uomo d’azienda, non un politico di professione. Ergo, la questione politica dell’immigrazione per lui si risolve con una proporzione diretta. Meno-meno, e tutti più felici.
“Parole di buon senso”, sono pronti a dire i portavoce del solito coro.
Gli stessi portavoce che non ammetteranno mai che il loro capo è pronto a sacrificare il suo profilo moderato – ammesso che ci sia mai stato – sull’altare della competizione con l’amico-rivale Bossi.
Un punto o due sottratti alla Lega alle Regionali valgono scivoloni di destra profonda come quelli di Reggio, e forse tanti altri ancora.
(Intanto, mentre a Reggio si annuncia un maxi-piano contro il lavoro nero, in Parlamento si stralcia la norma che consente agli immigrati che denunciano i caporali di avere il permesso di soggiorno. Come capita spesso al centrodestra italiano: a parole si annuncia e nei fatti si toglie)


















E’ nova.