Mirko Pieri 5
Che goduria dè. Andà a casa di Sirvio e vedelli incazzati neri perché un ni riesce di vince, un ha prezzo. Tra andata e ritorno ni manca vattro punti a que laidi rossoneri e noi ci si gode come scimmie urlatrici che s’ammucchiano a caso. Ronardigno che dopo ir palo va in depressione e un tocca più boccia, che anche Raimondi pareva Gentile nell’82 e Untelà che un farebbe gò nemmeno su rigore senza portiere, son soddisfazioni che il Livorno ni garba regalà a noi patiti della sofferenza amaranto. Pe un parlà di Cristiano che corre mezzo ‘ampo per esultà sotto la ‘urva ospiti dopo ir gò di rapina alla Inzaghi, che invece stava di morto in panca a scardinassi dar freddo. Lo so che un si pole ‘iede troppo, ma se sabato sera ci riesce di trombassi anche la vecchia signora, è la vorta bona che vo aggiro gnudo a batte tutte le tardone sopra i sessantanni, cor pipi tinto d’amaranto vai, a esagerà.
Le pagelle del mio vicino di stadio (che ovviamente non sa neanche cosa vuol dire il termine “politically correct”):
Benussi 6. La partita dell’addio e s’arterna tra cappellate stori’e e un miraolo che nemmeno padre pio vestito da gattuso ni riusciva. Ni regala ir gò a Ambrosini e poi ne leva volando su un corpo di testa come l’omo ragno, misteri dello sporte. Ar su posto arriva Rubigno, un artro che fa dell’arte dello scazzo la su prima fede.
Perticone 6,5. Un’artra gara di ‘onferma per Romanino, resta ‘oncentrato tutta la gara e li spazi si riducano a pertugi dove solo Filippini ni riuscirebbe passà. Sabato ni tocca marcà Iaquinta che è simpatio ‘ome Briatore dopo la squalifia a vita, speriamo di piglialli a pallonate dè.
Rivas 6,5. Un ci sarà colla Juve perché diffidato, ma per irresto è ir colosso di rodi. Sta lì ner mezzo e un si smove nemmeno colle ‘annonate, sui grossi ne piglia centosei di testa e alla fine si mette anche a ballà la samba in ghigna a Becàm che manca poo si fa gò. Ritornerà cor Bologna e mi sa che Di Vaio se lo ‘ngloba pare pagato, chenò dè.
Knezevic 6. L’unio che m’è parzo un poino sottotono. Sabato ni toccherà fà a lui ir centrale e sarà mellio s’impegni perché colla Juve un c’è da ruzzà ma da menà le mane. E poi si deve vendià colla su ex squadra per avello scariato nemmeno i rifiuti tossici in campania.
Bergvold 6. Ir danesino resta nella media, fa ir su ‘ompitino e poi sorte vando ir gioo inizia a fassi serio, per i bimbi grandi. Lui ner mezzo ci sta mellio che sulla fascia, e lo dà a intende parecchio bene, ma noi un si pole mia vedè sempre Pieri titolare, sennò dè si ‘iama Amnesti Internescionà.
Moro 6 (dal 59’). Bisogna tamponà Sedorf e allora entra ir quinto Moro (a pari merito con Paixao). Un paio di vorte potrebbe anco innescà un contropiede da leccassi l’unghioli de piedi, ma preferisce tenè palla e perde tempo, un si sa mai.
Filippini 7,5. Artro che argento vivo, vesto vì bua che ir Nocchi ar confronto è uno dei papa bois. Ancora una vorta ir mellio in campo, reupera dumilaseicento palloni e corre come solo l’umpalumpa sanno fà. Se bastava levalli di ‘ulo ir fratello, lo poteva dì prima, a quest’ora s’era in coppa uefa un’artra vorta, malidetti i gemelli.
Pulzetti 6. Nico stavorta un brilla più di tanto. Gioa eh, niente da ridì, ma incide poo all’attacco. Accusa ir centroampo der Milà, che un c’ha mia Moretti e Sciacca, ma gioatori che con uno ci fai tutto il Livorno, però colla Juve m’aspetto un poino di più.
Marchini 6,5 (dal 67’). Gladiatore, ex agente della Stasi, come dice ir mitio Pagani. Entra e prima della fine si fa ammonì, come da contratto. Ma fa un paio di scivolate roba da carcio stori’o fiorentino, se ti piglia la gamba te la devi fà asportà e fattene mette una di ‘arbonio. Alla fine saluta i tifosi insieme a Cristiano e Bellucci, combattente di artri tempi.
Raimondi 6,5. Quando si deve attaccà e peggio di Pieri, ma dopo ir pareggio deve solo penzà a chiude Ronardigno a c’è da dì che un li leva l’occhi di dosso. Pare una puce su un cane, un lo molla nemmeno vando va a bè alla panchina, tipo pastore scozzese, e Ronardigno la ghigna a peora ce l’ha anche. Peccato su quer tiro la sbuccia, che se fa anche gò mi tocca dinni pure grazie, va bene ‘osì per ora un t’allargà troppo.
Pieri 5. Un omo distrutto poverino. Anche ir su arter ego gioa bene e lui rimane l’unio nella steppa dei boni a na sega. Prova a stà dietro a Becàm, ma meno male ir Milà gioa guasi sempre dall’artra parte. Un c’ho nemmeno più foto da usà per mettile nelle pagelle, oramai l’ho finite. E ho finito anche la pazienza, Pieri torna a casa da Braccio di Ferro e appendi le scarpette ar chiodo.
Lucarelli 7. Per buona parte della partita è piantato nella terra pare un picchetto da tenda, poi si veglia e segna ir pareggio. I bombe ni viene anche veste ‘ose vì. E poi per fà uno spregio allo zio Sirvio ti pare un se l’anventava uguale la mossa der ciuo pendulo…Gò di rapina e tutti a letto sotto ir piumone, belli a bollore. Prendici gusto Cristiano, che ci s’ha 14 gò soli fatti, avrei bisogno di esurtà un poino di più sennò poi torno a casa e mi tocca picchià la mi moglie.
Bellucci 6,5. Si move bene, ner primo tempo si va anco a prende ir pallone nella su metàccampo. Serse dice che gioa malino e sta per levallo quando scazza quer tiraccio storto e Lucarelli fa gò. Bene ‘osì, che a gioà in dieci siamo sempre in tempo, infatti è sortito Bellucci e è entrato ir fantasma.
Tavano 5,5 (dal 72’). A proposito di fantasmi, eccone uno dei peggio. Ni ci vole i Gosbaster per vedello perché dassolo riesce a scomparì in mezzo all’avversari nemmeno Udinì. Ma cosa n’è successo a uno che l’altranno ha fatto venti gò e quest’anno ha fatto venti caate? Ne scardi roccia di panche ora, armeno ci pensi un poino su vai.
Arbitro Trefoloni di Siena 6,5. Per esse senese un la butta di fori. La faccia e soprattutto i ‘apelli ce l’ha a scemo nemmeno poo, ma cor fistio se la cava mellio. I milanisti stanno varanta menuti a chiede dugento rigori inesistenti, ma lui un te li scurreggia nemmeno di striscio. Anche sir gò di Cristiano ci provano a chiede ir forigioo, invece ce lo puppano cor riporto. Un tempo forse ce l’avrebbero annullato, un piccolo segnale der cambiamento de tempi? Ai posteri la’rdua sentenza…
















