Compleanno amaro

Mimmo Rosa 14 febbraio 2010 0

danilo

Non si potevano festeggiare i 95 anni del Livorno Calcio in modo peggiore. Sconfitta interna contro una diretta concorrente per la salvezza, l’incubo che si concretizza. Una partita decisamente brutta, giocata male da entrambe le squadre, con pochissime occasioni da gol, e solo la maggiore determinazione degli emiliani fa la differenza, fruttando l’intero bottino. Un bottino pesantissimo per gli uomini di Colomba che allungano di ben cinque punti sulla zona rossa, in cui il Livorno sprofonda, superato dalla Lazio, vincente a Parma.

Succede tutto nel primo tempo, Danilevicius si divora un’occasione d’oro e sullo sbandamento della difesa il solito Di Vaio porta in vantaggio il Bologna. Il Livorno accusa visibilmente il colpo e pochi minuti dopo gli ospiti colpiscono anche un palo, con Rubinho battuto. Potrebbe essere il segnale di una riscossa, ma gli amaranto non trovano il bandolo della matassa e non riescono a essere mai pericolosi. Il secondo tempo diventa una tortura, il Bologna addormenta la partita e il Livorno mostra tutti i propri limiti nell’impostare le azioni d’attacco. Bellucci si spegne lentamente mentre Danilevicius sparisce completamente dal gioco, portandosi dietro Pulzetti e Mozart.

Con gli spazi chiusi il Livorno non riesce a creare nessuna palla gol decente, si affida spesso a traversoni fuori misura e i passaggi ben riusciti si contano sulle dita di una mano. Decisamente poco per una squadra che ambisce alla salvezza in serie A, e che si fa imbrigliare facilmente da un Bologna arroccato nella propria metà campo.

Dopo quattordici giornate gli uomini di Cosmi si trovano nuovamente tra le tre compagini destinate alla retrocessione, ad un punto da Catania e Udinese, che però ha una partita in meno, e due dalla Lazio. Bologna, Chievo e Parma risultano rispettivamente a cinque, sei e sette punti di distanza, un po’ troppi per il momento per gli obiettivi labronici.

Mancano ancora quattordici turni alla fine del campionato, ma lo spettacolo offerto oggi all’Armando Picchi lancia pessimi segnali sulla tenuta psicologica del Livorno. Al primo esame importante gli amaranto si sono lasciati travolgere, trovando una reazione solo nel finale, quando il Bologna si era definitivamente chiuso. L’espulsione di Cosmi inoltre evidenzia come in panchina ci sia ancora parecchio nervosismo, che esplode furioso in occasione di prestazioni di basso livello come quella offerta oggi.

Si riparte da Firenze, altra piazza in piena crisi di risultati e di gioco, ma con un tasso tecnico decisamente di altro livello, almeno sulla carta. Già mi immagino i titoli dei quotidiani sulla ripresa dei viola proprio nel derby toscano, mentre il Livorno affonda sempre più in basso. Con la speranza che sia il pessimismo del momento a farmi parlare e non i risultati oggettivi visti in campo oggi.

Che stanchezza dover stare sull’altalena fino alla fine, decisamente logorante per i tifosi, per i giocatori e per la società. L’unico che non si stanca mai credo sia Spinelli, l’uncio con lo stomaco di ferro.

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