
Sabato scorso Marco Grassi, uno dei più attivi dj e redattori di questa web-radio, è stato presente al congresso di Arci Livorno. Ci ha proposto di pubblicare questo intervento, che esplica il suo punto di vista su quanto ha potuto vedere e ascoltare in tale occasione. Al di là di eventuali istinti auto-celebrativi, che poco hanno a che fare con noi e con la nostra redazione, abbiamo ritenuto opportuno dargli spazio, poiché esprime una visione sul rapporto tra persone fisiche, società civile e mondo politico che non manca di una sua forza in quanto diretta, spontanea e non filtrata. (la redazione)
di MARCO GRASSI
Presentarsi per la prima volta al congresso Arci di Livorno per me e’ una tappa di un percorso che voglio approfondire quanto piu’ possibile. Trovo infatti,coerentemente alla mia natura creativa, la struttura Arci il veicolo giusto per esprimermi, e all’Arci sono estremamente grato per lo spazio che mi concede in Radio Cage. Quindi sabato mattina mi sono immerso nell’avvio ai lavori congressuali, ascoltando con attenzione tutti gli interventi in scaletta,dal discorso di apertura dello stesso presidente, a quelli dei sindaci di Livorno e Collesalvetti, all’intervento dell’assessore della provincia Nocchi, dei segretari di PD e Rifondazione, del veterano che saluta dopo 40anni di attività. Non era difficile rimanere colpiti dalle parole di Solimano, piene di verita’ sottoforma di accuse alle istituzioni, siano esse cittadine o nazionali. E, personalmente, penso che il punto sta qui. Ove il presidente, e tutti coloro legati a strutture culturali che sono intervenuti, sono riusciti a esprimere concetti con forza, con passione, colpendo al cuore e alla psiche con parole semplici ma pregne di sentimento, di contro i politici non si smentiscono mai. Parlano a platee di gente normale, assetata di cultura come di programmi seri, con il dannato politichese, snocciolando numeri, statistiche, interventi freddi che stridono con la propositività tipico marchio di fabbrica di Arci. Parlano con il tentativo di incantare e non lasciare risposte alle loro parole. Parlano, ma non danno continuita’ alla parola con azioni vere e proprie. Parlano, e non riesco a capirli. Perche’ esprimersi cosi’ incomprensibilmente quando è dimostrato che aprendo il cuore, essendo semplici ma propositivi, si smuovono le montagne? Paradossalmente, trovo piu’ toccanti e di vera denuncia le parole del sig.Celanti (con il quale di recente ho trovato disaccordi seri,ma in questo caso appoggio in toto), apparse sul Tirreno di domenica 21 febbraio, che segnalano la totale sparizione dei circoli di aggregazione e discussione in una provincia livornese che pare allo sbando. Ecco, da queste parole, dalle parole del presidente e dei delegati, dalla voce delle persone normali che con la nostra RadioCage possono trovare lo spazio che serve (e che noi mettiamo a disposizione), da questi concetti si puo’ partire, o meglio, si puo’ proseguire su un filo socio-culturale. Spaziando quindi tra le grandi tematiche e le partite di calcio, in luoghi di aggregazione che devono NECESSARIAMENTE essere presenti e vivi. E l’Arci,in questo contesto, puo’ e deve essere leader di un pluralismo di opinioni, quale organizzazione forte, attiva e insisto sul propositiva, e non ostacolata nel suo percorso dalle incomprensibili e vuote parole di chi pensa di fare vera politica ed invece perde sempre piu’ il contatto con il popolo, la vera forza da difendere.






















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