Quel catenaccio che si rompe

Mimmo Rosa 7 marzo 2010 0

curva

La rassegnazione di una squadra, di un’intera società e soprattutto di un allenatore arrivato vicinissimo a lasciare Livorno a fine gennaio e poi reintegrato con una misteriosa formula alchimistica inventata per l’occasione dallo stregone burattinaio Spinelli. Novanta minuti nella propria metà campo, esprimendo un calcio di contenimento, di cui la scuola italiana era maestra qualche decennio fa, ma che è rimasto confinato ormai al passato di questo sport. Anche perché una squadra che si chiude con nove uomini più il portiere ha bisogno di un paio di giocatori veloci capaci di ripartire in contropiede, caratteristica assente nella compagine amaranto, se si esclude il giovane Di Gennaro, ancora troppo acerbo per prendere la squadra in mano e portarla su. Non si chiama mica Diamanti.

Allora l’unica possibilità che rimane è cercare di portare a casa uno striminzito pareggio a reti inviolate, con la speranza che le antagoniste per la salvezza siano messe peggio in questa domenica glaciale. Purtroppo a dieci minuti dalla fine il Palermo passa, nella confusione di una difesa amaranto stremata che lascia solo Miccoli dal limite dell’area.

Non ci si può certo appellare alla sfortuna o alla casualità, i siciliani hanno dominato la partita, soprattutto nel secondo tempo e Rubinho è risultato di gran lunga il migliore in campo con almeno quattro interventi decisivi che hanno limitato il passivo degli amaranto. Sull’altro versante si registra solamente un colpo di testa da corner salvato sulla riga da Liverani, ma sarebbe stato veramente troppo, una rapina con destrezza che ogni tanto nel calcio succede. Ma non in casa del Livorno, potete starne certi.

Alla fine ci rimane soltanto l’analisi dell’attuale situazione, nel tentativo di trovare una via d’uscita per una salvezza sempre più improbabile, nonostante la volontà ci sia tutta. Tre punti dalla Lazio e cinque da Catania e Udinese. Le altre sono praticamente irraggiungibili, a undici punti di distanza. Complimenti principalmente al Bologna che dopo la vittoria al Picchi non si è più fermato, ipotecando un’altra salvezza sul filo di lana come lo scorso anno. Peggior attacco e quinta peggior difesa, quattro sconfitte consecutive e due punti nelle otto partite del girone di ritorno, uno in meno dell’andata, con quattro reti segnate e ben tredici incassate. Numeri agghiaccianti che lasciano poco alla fantasia e molto poco alla speranza, considerato anche il gioco espresso dalla formazione amaranto.

La partita col Palermo significò l’esonero per il duo Russo – Ruotolo, con la successiva vittoria storica all’Olimpico sponda giallorossa sotto la guida di Cosmi. Non mi meraviglierei se proprio la Roma, vincendo al Picchi domenica prossima, possa convincere Spinelli a richiamare la coppia sulla panchina del Livorno, garantendosi un finale di campionato senza troppe contestazioni interne. Sarebbe una delusione, non solo per Cosmi, ma per tutta la tifoseria che ha trovato nel sanguigno allenatore umbro l’unica voce capace di replicare a Spinelli all’interno della società, visto che in campo ci ha già provato Lucarelli a dire la sua, generando contrasti a ripetizione.

Nel frattempo i giocatori del Livorno hanno scelto il silenzio stampa a oltranza, accusando proprio il presidente di non credere alla possibilità di una salvezza, ma intento a trovare un compratore prima della caduta in serie B. Visti i risultati, difficile credere il contrario.

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