Le pagelle del mio vicino di stadio

Mimmo Rosa 19 maggio 2010 0

bellucci

Claudio Bellucci 5

Pe’ un rimanè indietro, domenia se n’è prese artre vattro belle carde. Si gioava co bimbi, è vero, ma anche velli grandi te li raccomando vai, un son boni nemmeno a fà l’aceto, da’ retta. Se i nomi restano vesti vì anche un artranno, si va poo lontano. Si starà a vedè se Cristiano riuscirà a finì la ‘arriera a casa sua o se ni toccherà una bella tribuna dorata a Parma, e si vedrà se braccino ‘orto Spinelli ha vollia di facci divertì o vole solo fà le valigie ir prima possibile tirando su ir prezzo. L’urtime pagelle per l’amaranto e un l’ho nemmeno visti gioà, diciamo guasi punto, dè tanto era na partita di nulla vai. Tornerò durante i mondiali, sempre che un girino troppo le palle però.

Le pagelle del mio vicino di stadio (che ovviamente non sa neanche cosa vuol dire il termine “politically correct”):

Bardi 6,5. A diciottanni io andavo a sfinimmi di bongi, luilì ha fatto una partita di serie A. C’ha da fanne ancora parecchi d’allenamenti, ma vedrai ci stà di lusso.

Galante 6. Ir bello di Monte’atini ci saluta, un lo so se si rivedrà in serie B. Spero rimanga nell’orbita amaranto e ci porti un artro Diamanti. Un è facile, dè lo so, ma armeno aggiro si fa più bella figura di vando si presenta Ricci.

Ossou 5 (dal 69’). Chiamateli cani randagi dè. Poverino, è giovane, c’avrà sì e no undici anni, ma in campo pareva un birillo der buling di Sorgenti. Certo di giaotori neri un se ne indovina uno, da Eninnaia a Sesar Prate s’è preso l’avanzi, artro che Balotelli dè.

Modica 6. Guarda ni do ir sei proprio perché un l’ho mai visto toccà boccia. Non perché un labbia mai presa, ma perché io giravo spesso ‘anale. Un te n’avè a male, son cose che succedano.

Bernardini 5. Chiamati fidati ar centro della difesa. Appena rimane lui a governalla si fa peggio dei Fratelli Gigli in terza ‘ategoria, con tutto il rispetto per chi si fà ir culo a gioà aggratisse. Senza Perti’one ci posso gioà anch’io dietro, tanto si va a caso.

Raimondi 5,5. Boia che pazienza ti c’ho dè. Un artranno un lo so mia se agguanto con luilì e Pieri in campo. Se riescano a levasseli di ‘ulo organizzo una ribotta d’addio che vo sur Tirreno, chenò.

Prutsch 6. Un innesto bono ner mezzo. Se rimane anche Moro un si parte male a centro’ampo. Bisogna vedè i neuroni di Spinelli come si svegliano.

Bergvold 5,5. Ir danesino invece si pole anco mettilo sur primo vaporetto diretto a Copenaghè. Un m’ha mai portato i biscotti ar burro salato e allora si pole levà anco di tre passi dallo scroto. Salutaci quer budello della sirenetta vai.

Vitale 5. Luilì invece se torna a Napoli lo fanno sperì inzieme alla spazzatura radiattiva in quarche bua nella terra. Non per questo si deve tenè noi però. Sentiamo se lo pillia la Miseri’ordia sull’ambulanze.

Lignani 6. Dè ve lo giuro, un so nemmeno che ghigna c’ha vesto bimbo vì. Ner dubbio lo rimando a settembre, come fa la Germini coi professori precari dè.

Simeoni 6 (dal 57’). Ora Signorelli farà come ir gallo di ‘Olline, tutto ringarzullito. Mezza primavera che debutta in prima squadra, nemmeno l’Empoli a tempi d’oro. Dai retta, mangia meno troiai così scurreggi meno dalla bocca.

Danilevicius 6,5. Chiude la serie A con un gò, che vole esse d’auspicio per un artranno. vai dragone slafo, sei una delle ragioni più importanti che forse mi farà rinnovà l’abbonamento.

Bellucci 5. Forse forse era mellio se restava a fà la panchina a Genova, perchè titolare ha fatto parecchio caa, un c’è da nascondessi troppo mi pare. Magari un artranno Spinelli lo mette a allenà la primavera visto che ci toccherà di novo Ruotolo. Sperimao ni diano du ripetizioni d’italiano armeno un si deve usà Tavano per tradurre li schemi.

Marchini 6 (dal 65’). L’agente segreto della Stasi l’hanno epurato dopo l’era Cosmi. L’hanno messo nelle retrovie e fà illavoro sporco. Occhio vest’estate se lo vedete spuntà dietro na duna, levatevi di ‘ulo, un si sa mai.

Arbitro Gallione di Alessandria 6. Ma ca ni voi dì a uno che si ‘iama Gallione?! Solidarietà, un posso fà artro. Alla fine c’è di peggio, ma non morto però.

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