Nella tarda mattinata di un giorno a dir poco estivo e soleggiato, allo stadio Armando Picchi di Livorno viene presentato il nuovo allenatore: Giuseppe “Bepi” Pillon. Sarà quindi l’ex mister di Ascoli (nella passata stagione) Reggina, Treviso e Chievo Verona, colui che avrà il ruolo più difficile degli ultimi 10 anni sulla panchina amaranto. Fuori c’è il sole, ma intorno al Livorno c’è solo tempesta: La retrocessione brucia ancora, la società era in vendita fino a pochi giorni fa, l’eco della contestazione si sente ancora molto forte e cosa più importante non si sa ancora quali giocatori sono in partenza, quali resteranno e chi arriverà a vestirsi di amaranto per la prima volta.
Ebbene si, lo scenario che il mister di Preganziol ha davanti ai suoi occhi è questo, ma lui sembra non preoccuparsene, anzi, riesce addirittura a parlare di calcio vero, di calcio giocato, del calcio che giocherà il suo Livorno.
Sulle scontate domande che gli vengono poste sul calcio mercato preferisce rimanere vago, non fa nomi, ma di una cosa è certo: chiunque vestirà le casacca amaranto dovrà essere pronto a sputare sangue. Chi non se la sente può andarsene.
Sono questi gli ingredienti che il mister proverà ad amalgamare tra loro per cercare di riportare l’entusiasmo che da troppo manca dalla parti dell’Ardenza. Ora tutto dipende dal burbero sciù Aldo, a mio parere l’allenatore giusto è stato preso, ma se il presidente continuerà sulla sua linea (cosa quasi certa), il futuro sarà ancora molto molto buio.
Lorenzo Falleni
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