Ciccio Tavano 5
Tanto per cambià, quell’allezziti de senesi c’hanno rubato la vittoria, malidetto ir palio e tutti i ‘avalli che ci ‘orrano. C’hanno più culo loro lì che una bodda obesa messa all’ingrasso. D’artra parte se ci s’ingoia i goi e ci par d’esse ir Milà, alla fine lo pigli ner tortello, tanto ci sono abituato vai. Comunque son contento d’esse tornato a scrive le ‘azzate anche vest’anno, dice tanta gente ni garbavano le mi pagelle e allora si fanno anco in serie B, alla faccia di chi ni par d’esse Dante dè.
De Lucia 5. L’ha fatta piccina la ‘azzata anco lui dè. Ar novantesimo pigli un gò a du all’ora, pareva un bimbino vando ni sfugge la roba dalle mani. Dalle mani a me mi sfuggirebbero du pattoni dati bene, artro che discorzi.
Salviato 6. Un te n’avè ammale ma mi ci vorrà un paio di mesi per iniziatti a caa come si deve, ar momento sei solo di ‘ontorno.
Knezevic 5,5. Forse un poino anonimo ar centro della difesa. E piglià gò su carci da fermo è corpa anco di chi la difesa dovrebbe ‘omandalla. Siamo all’inizi e vollio fà ir bimbo ammodino, ma un ve ne approfittate perchè a mandavvi in culo mi ci vole ‘ome da natale a santo stefano dè.
Perticone 6,5. Aveccene artri due un piglieresti gò nemmeno a porta vòta, malidetta piazza der campo. Però ci s’è n’ha uno solo, e cor presidente che ci si ritrova è già un miraolo bell’e buono.
Lambrughi 6. Vale lo stesso discorzo fatto con vell’artro, Sarviati. Però vesto vì c’ha ir merito immenso di levammi dall’occhi Pieri, e un è mia poo, te lo dio io.
Surraco 7. Finarmente uno straniero decente, mia Baruffo lì. Corre, grossa, fà anco gò, roba che a Livorno era da’ tempi der Pio che un si vedeva. Speriamo un faccia la fine der Cibero a furia di imbria’assi a rota.
Luci 6. Una poesia di un mi amio diceva Lucci’a Stagno e così lo vollio ‘iamà io vesto novo innesto der centro’ampo amaranto. Inzomma Lucci’a Stagno fà l’incontrista, tipo pugile incassatore, staremo a vedè quanto agguanta a piglià le ciaffe nella ghigna.
Iori 5,5. Dè, ir metronomo è difettoso dopo du partite e un ci s’ha nemmeno la garanzia valida. Ne gioa una bene e una caosa, infine ci mette vesta a metà strada tra ‘na rigozzata e ir compitino iso iso. Mah, si starà alla porta co’ sassi a guardà.
Schiattarella 6. E sei senza nome dè, artro che Pio Po. Peccato i ‘apelli alla Pieri, irresto un lo riorda nemmeno un poino, e un ci vole Rubbia per capì che un è un’offesa.
Pagano s.v. (dal 83′). Chiamatela merda dè, entra e si pillia gò. Non che ci ‘ombini quarcosa lui, però ir tempismo è roba da torta diaccia. Capace è un adoratore di satana con quer cognome lì…la ‘osa mi stuzzi’a…
Tavano 5. Mi sa che ni devano ancora dì che siamo retrocessi, infatti gioa di merda ‘ome se si fosse in serie A. Quarcuno ni faccia sapè che si gioa ir sabato così piglia un poino di ‘oraggio e ni passa la paura della su ombra.
Dionisi 7,5. Largo ai giovani, soprattutto se fanno gò a rota e corrano nemmeno Usseì Bolte. Du goi e tutti zitti. Tra Pagano e Dionisi mi esarto e mi do ar curto delli dei greci, m’importa na sega ammè.
Cellerino 5 (dal 84′). Seondo me c’era luilì in macchina con Surraco Borracio a fà danni e a raddrizzà le ‘urve. Infatti è sceso in campo c’aveva le scarpette dell’Anasse, rubate dall’operai dell’autostrade.
Arbitro Baracani di Firenze 5,5. Ir primo tempo scorre guasi normale, poi ni si ‘iude la vena e inizia a scazzà a ripetizione. L’espurzione a centro’ampo der senese è l’esempio classi’o di uno che vole fà ir protagonista per forza. Meno scurregge vestite e più occhi boni a fistià le partite, per favore…























Ahbene!
Ce l’ho io la soluzione ai fotoromanzi politici di questi giorni: il vicino di stadio presidente del consiglio e Mimmo presidente della camera.
Bentornati, ci s’abbraccia col Portogruaro.