2 biglietti in palio ed un’intervista a Rodion nella puntata di Mercoledì 17 alle ore 21,00.
di Gianni Chelli
Rodion si definisce un casiocore funker, nato nell’orbita di Sputnik e lanciato nello spazio con il fine di scoprire nuovi mondi tra la psichedelica della disco music e il romanticismo russo. Il suo nome infatti arriva direttamente dalle pagine del classico dei classici, quel ‘Delitto e Castigo’ di Fëdor Dostoevskijall’interno del quale uno dei protagonisti della storia è proprio Rodion Romanovich Raskolnikov, colpevole nel romanzo di un duplice omicidio e tormentato da sensi di colpa, rimorsi, tormenti intellettuali e pentimenti. Durante il suo vagare tra le galassie il nostro Rodion, e non il suo alter ego che si aggirava per i bassifondi di San Pietroburgo, ha assorbito dentro sé la giusta dose di radiazioni cosmiche Italo disco per atterrare con questo ingombrante bagaglio nel bizzarro universo dell’etichetta discografica tedesca Gomma Records. I suoi live set mischiano i synth delle tastiere con giri di basso profondi e potenti per un’esperienza di space-disco del tutto originale. L’estate scorsa accompagnato da Louie Austen, celebre crooner austriaco, voce di incredibile impatto soul prestata ripetute volte alla musica elettronica tanto da coniare un genere esclusivamente riferito alla sua produzione, l’electrocrooning, Rodion ha riletto un grande classico della canzone italiana, ‘Estate’ di Bruno Martino, brano indimenticato coverizzato negli anni da numerosi interpreti tra cui i La Crus ma che in quest’occasione si è vestito di un nuovo tessuto sonoro che lo ha imposto come dance anthem di un’intera stagione di clubbing. Insieme a ‘Estate’ ha poi portato le atmosfere spaghetti western di ‘Alagoas Cowboys’ indiscusso capolavoro di cosmic disco che ha contagiato intere popolazioni di clubbers infettati dal motivetto killer, impossibile da non fischiettare ininterrottamente anche solo dopo il primo ascolto. Produzioni raffinate che sembrano raccontare interi anni di storia della nostra nazione, attraverso suoni e rimandi molteplici ad un passato lontano ma anche più recente, all’avanspettacolo e ai balletti televisivi fino al cantautorato più introspettivo e malinconico. Italo disco, inevitabilmente. Giocare con la musica, usare l’ironia nella stesura e nell’idea di un brano come la si userebbe per una pièce teatrale o per un romanzo. Le tastiere dei Goblin e le melodie di Morricone, tutto questo e molto di più si riesce a scorgere nelle sue produzioni che hanno un enorme successo all’estero, dove Rodion è considerato la punta di diamante di un fenomeno relativamente sotterraneo che negli ultimi tempi sta esplodendo in tutta Europa. Durante i suoi viaggi interstellari Rodion appare spesso nei club più famosi passando di pianeta in pianeta per accompagnare la folla in un trip quasi psichedelico che incendia gli animi e le dancefloor con incredibile precisione e potenza. Il suo prossimo atterraggio è previsto per questo venerdì, 19 novembre, a Roma allo Studio 69, ospite d’eccezione di Dark Park. Sarà il secondo appuntamento per la serata nata dalla collaborazione artistica tra due nomi storici della night life romana e non solo, Subwoofer e LaRoboterie. Un sodalizio che vede protagonisti Hugo Sanchez da un lato e St.Robot dall’altro che per l’appuntamento mensile di novembre divideranno la console proprio con Rodion che regalerà al pubblico di Dark Park uno dei suoi soliti imprevedibili e trascinanti dj set. ‘Hyperbass music is born’ recita il flyer della serata che è quasi un invito alla sfida nel mix di generi, autodefinendosi electro, disco, tropical rave e dirtyhouse, i maestri di cerimonia di turno giocano a spiazzare chiunque cerchi di localizzare la provenienza e la direzione dei loro percorsi musicali. Bannando la banalità e tenendo alti i bpm col sorriso sulle labbra, non ci saranno vip areas né selezioni alla porta ma nel buio dello Studio 69 ci sarà una dark room dove tutto potrà accadere. Hugo Sanchez è anche compagno di viaggio di Rodion in un progetto musicale in cui i due mischiano i loro ritmi per dare vita a Mangor, nato in un piccolo villaggio delle Alpi austriache con sangue per metà italiano e per metà tunisino. Mangor esce su etichetta Roccodisco, label dei nostri due eroi musicali che dipingono questo loro progetto localizzandolo tra il Canada e Vienna, tra gli esperimenti di Mozart con l’eleganza musicale e quelli di Freud con la cocaina, mescolando quindi ancora una volta le carte in tavola con la solita ironia che li contraddistingue, la stessa con la quale Rodion riesce a regalare perle come la sua versione di ‘The Logical Song’ dei Supertramp, un capolavoro di eleganza elettro e disco.
L’appuntamento di venerdì a Roma allo Studio 69 di via di Monte Testaccio sarà imperdibile e Radio Cage con BigbeaT sarà partner di questo evento per il quale mercoledì sera verranno messi in palio due ingressi durante la trasmissione.
In più avremo l’onore di intervistare in diretta lo stesso Rodion che si fermerà con noi per parlarci della sua musica, delle origini e dei suoi progetti futuri. Sintonizzatevi quindi su Radio Cage mercoledì sera alle 21 per intercettare la rotta di uno dei musicisti italiani più innovativi e originali del panorama della disco-music.























