
di Matteo Razzaguta
William Bottin, classe 1977, è un Produttore, Dj e sound designer. Vive tra Venezia, la sua città natale, e Ibiza, dove passa sempre più tempo.
Ha fatto parte del progetto “Fabrica” di Oliviero Toscani; ha prodotto 4 albums in studio e un numero davvero notevole di remixes, re edits ed Eps; ha collaborato con musicisti pop come Lucio Dalla, Donatella Rettore e Sergio Caputo.
Lo abbiamo incontrato prima del suo Dj Set al Festival Do! Digital Opportunity a Firenze. Un ringraziamento per questa intervista alla crew di Disco_nnect.
William qual’è stato il tuo primo approccio con la musica?
Ho cominciato come tanti ragazzini, con le classiche lezioni di pianoforte a domicilio da una signora. Poi verso i 12/13 anni ho cambiato il pianoforte con un sintetizzatore, e da lì ho cominciato a suonare con i primi gruppi, prima musica funk e poi il jazz.
Dopodiché un mio amico ha aperto uno studio di registrazione, me l’ha “prestato” per qualche giorno e da quel momento ho deciso che avrei fatto musica Elettronica, un po’ per il gusto di poter fare tutto da solo, sono un po’ autarchico in questo senso..
Quali sono stati gli artisti che ti hanno maggiormente influenzato nella tua formazione musicale?
All’inizio ascoltavo molto Hip hop, i De La Soul e i Digable Planets tra gli altri.
Quando ho cominciato a fare produzioni ascoltavo molto jazz e acid jazz, l’unico stile dance che mi appassionava allora era il Drum and Bass; per cui ero influenzato sia da Roni Size che da Miles Davis tanto che ho cominciato a suonare anche la tromba e l’ ho inserita in queste mie prime produzioni decisamente Drum & Bass.
La musica dance è arrivata solo successivamente, avevo un po’ di dischi di Italo House dei primi anni ’90, mentre l’Italo Disco è stata una scoperta più recente grazie ad un amico che mi ha regalato un po’ di vecchi dischi.
Qual è stata la tua prima esperienza che ricordi, come Dj?
La prima serata da Dj con tanto di cachet, è stata a Treviso quando facevo parte di questo centro di ricerca artistica, che si chiamava Fabrica, fondata da Oliviero Toscani. C’era un bar nelle vicinanze che si chiamava “La Pausa”, adesso non c’è più, ed è lì che ho cominciato a fare il dj suonando prettamente dischi Funk, Roy Ayers e Earth Wind & Fire, tanto per capirsi.
Adesso invece, grazie al tuo lavoro e alla notorietà raggiunta, giri il mondo.
Ho avuto la fortuna di suonare almeno in 25/30 paesi diversi, sono stato un po’ dappertutto.
Due settimane fa ho fatto un tour in Messico di 5 date, la scorsa settimana ero a Stoccolma, la prossima vado in Bulgaria, almeno una volta all’anno vado a suonare negli Stati Uniti, Brasile e Australia dove mi piacerebbe tornare il prossimo anno.
Tra l’altro la scena australiana in questo momento, va davvero forte.
La scena australiana in questo momento esprime delle belle realtà, c’è un pubblico sempre caloroso. Mi piacciono molto artisti come The Swiss, Flight Facilities, Los Valentinos e tutte le cose prodotte dai tipi della Future Classics un etichetta di Sydney.
Tra l’altro ho anche remixato un gruppo di Perth che si chiama The Emergency.
Ti ritrovi nella definizione di NuDisco, per la tua musica?
Io la chiamo Disco, non vedo il motivo in realtà per chiamarla NuDisco.
Per come la penso io la NuDisco è nata come un sottogenere della House, un tipo di musica suonata con strumenti vintage e senza campionamenti.
Personalmente io ho cercato di tirare fuori delle cose dall’ Italo Disco, rileggendolo con strumenti più elettro, con delle strutture che fossero più contemporanee.
Io la chiamerei Disco in generale, perché ho imparato più da Giorgio Moroder che dalle produzioni NuDisco degli ultimi anni. Una Disco “high energy”, più elettronica certo, con bassi più veloci, e con molti arpeggi: un po’ da viaggio, un po’ psichedelica se vogliamo.
Quali saranno i tuo prossimi lavori in studio?
Solitamente provo per un bel po’ i pezzi sul dancefloor prima di farli uscire, specie quando si tratta di remixes.
Proprio in questi giorni è uscito Artifacts n.3, per l’omonica etichetta: si tratta di un disco con due remixes-bootlegs di pezzi semisconosciuti, in vinile colorato con un tiratura limitata di 300 copie. Per appassionati del vinile, le copie finiscono ben presto dopodiché metto la release in download gratuito in rete.
Il mese prossimo invece tornerò in studio con Rodion e Francisco per fare insieme un nuovo Ep che penso uscirà su etichetta Eskimo Recordings.





















