INTERVISTA AI MARTA SUI TUBI

cristiano chelini 5 dicembre 2011 0

Intervista realizzata da Giulia Costa e Cristiano Chelini a poche ore dal concerto tenutosi al Cage Theatre il 3 Dicembre.

Giovanni Gulino, frontman del gruppo,  ci accoglie da buon padrone di casa offrendoci Birre e cibo, prima di accomodarsi nei camerini del Cage ed iniziare una piacevole chiaccherata a proposito del nuovo album, dei concerti e delle idee che guidano la carriera dei Marta sui Tubi…

Avete suonato in un igloo, una scelta dettata da cosa? C’entra in qualche modo il voler conrapporre la vostra origine di caldi siciliani con una scelta  alquanto fredda?

No, non è stata una scelta in contrapposizione con la nostra origine, sarebbe stata una sottigliezza troppo arguta. Ci hanno proposto questa cosa divertente con strumenti di ghiaccio, locale di ghiaccio in Trentino ed è stata un’occasione per scroccare 3 giorni di vacanza (ride). Niente di ricercato

La frase di apertura dell’album è”Stanno tutti bene,ma non sanno che gli portiamo la peste”. La vostra peste può essere la stessa di un padre che cerca di assicurarsi che i propri figli stiano tutti bene e che possano cavarsela da soli oppure è la consapevolezza che in realtà non riescono a sopravvivere senza un insegnamento?

 

Forse nessuna delle due, è una frase ad effetto, senza riferimenti cinematografici,  che può assumere diversi significati. In questo caso fa riferimento ad una situazione di precarietà. Siamo sicuri delle cose che abbiamo ma il pericolo che tutto cambi  è sempre dietro l’angolo, qui volevamo soltanto far riferimento a questa idea di precarietà.

Prima vi proponete come chi ha la soluzione per rendere umani pezzi di carne con gli occhi ma,proprio nel pezzo che da il nome all’album,dite di non essere eroi. ebbene, chi siete?
Siamo solo ragazzi che vivono di musica. Ci piace scrivere canzoni e suoanrle. Il riferimento alla frase pezzi di carne con gli occhi (modo di definire gli ignavi in dialetto siciliano) è stato discusso più volte, ma nel testo non ci proproniamo ne come eroi né come chissà chi, sicuramente ognuno di noi può talvolta essere un pezzo di carne con gli occhi, ma dobbiamo trovare il coraggio pe resserlo quantomeno il meno possibile.

Poi cambiate di nuovo direzione,vi ponete contro il moralismo di chi sa fare sempre un’ottima impressione,contro chi crede che per vivere non serve sbagliare. partite per andare a cercare qualcuno per perdersi in un labirinto. ma cos’è il labirinto?

È Il nostro mondo interiore, il nostro senso di inadeguatezza rispetto alle cose che diciamo o che facciamo. È l’indecisione. Talvolta può essere un bene, talvolta un handicap. Noi siamo molto istintivi, ma talvolta non è facile sentire quali sono le cose importanti della Vita, quello è un po’ il nosrto labirinto personale.


Quale è il vostro viaggio? cosa vi ha spinto a scrivere così tante canzoni su di esso?

 

Dunque….è un viaggio sicuramente artistico. Suoniamo insieme da 10 anni, ognuno ha avuto il suo percorso personale. Il viaggio inizia con il sogno di vivere della propria musica. Quello è l’inizio, poi si parte e adesso il presente ci ha portati a girare l’Italia in lungo e largo. Suoniamo molto, non ci siamo mai fermati dal primo disco se non per due tre mesi. Siamo per fortuna pieni di  concerti. Finchè si regge.

 

 Come è stato a proposito il Woodstock?

Un’ esperienza molto bella. Sembrava una cosa pulita, anche se qualcuno ci ha detto che fosse una cosa politica, ma noi se dovevamo far politica diciamo che eravamo schierati da tempo. Comunque questo non era il nostro obiettivo. È stato un festival con molti generi musicali, c’erano anziani al parco, c’erano giovani, c’era chi cercava messaggi politici, ci sono stati interventi di Travaglio o altri personaggi oltre alle esibizioni di molti artisti. È stata un’esperienza molto bella. Molto variegata e interessante, fatat senza scopi di guadagno, a solo per la voglia di esserci.


Create sempre esortazioni,spingete, nei vostri testi tutti hanno bisogno di qualche bel calcio in culo ben assestato. Ma col passare degli anni avete notato qualche miglioramento negli altri?

Fai riferimento ad alcune nostre canzoni.  Ci sono ostacoli nella vita. Vanno affrontati perché se non li affronti rimangono dei pesi dentro. L’invito che noi facciamo è quello di abbattere i freni che spesso ci legano alle abitudini, alle cose che facciamo perché ormai le facciamo da sempre. Andare oltre per essere felici. Auguro questo miglioramento a tutti

 

Ho dovuto ascoltare molto poco sushi e  coca per farmelo entrare dentro. Carne con gli occhi l’ho dovuto ascoltare molto di più, e vi dirò forse lo apprezzo maggiormente del precedente, per me è comunque stato un ascolto difficile….credete che sia un album più profondo, più difficile dell’altro?

Guarda, quando lavori su un disco lo provi talmente tante volte che le difficoltà chiaramente spariscono. Difficile che suonandolo così spesso lo si recepisca più difficile di un altro. Proviamo sempre a fare qualcosa di diverso. Non ci piace l’idea di fare un prodotto che già abbiamo creato nei dischi precedenti. Siamo molto soddisfatti del risultato. Sicuramente ci sono suoni, strumenti, momenti di riflessione più importanti, più scuri rispetto agli altri. È sicuramente un disco più scuro ed è probabile che servano più ascolti rispetto a sushi e coca. Però l’idea era non fare una copia del precedente. Ci piace mettere da parte e andare avanti. Ripetere lo stesso suono non ci piace e forse non ci riesce, alcuni lo sanno fare bene, noi mettiamo pochi ritornelli, rispetto agli altri, mettiamo pochi chitarroni o suono classici del rock, ma sono solo nostre scelte artistiche.

Gramsci nel 1917 scriveva gli indifferenti: Sono un partigiano, odio chi non parteggia, perché non parteggiando non si vive, per questo odio gli indifferenti, per questo sono un partigiano…. È passato ormai un secolo eppure se pur in modo diverso, l’esortazione è la stessa, la speranza se pur messa in altri termini rimane quella di vivere tra partigiani e non tra ignavi, indifferenti…

Il coinvolgimento è alla base di chi pensa di fare arte. Il nostro lavoro è una forma di arte, e l’arte è fatta per coinvolgere gli altri, non credo sia fine a se stessa, Gaber diceva che la libertà è partecipazione, noi pensiamo che la colpa più grande che uno può avere nella Vita è il NON darsi sufficientemente all’altro. Sarà un valore anche cristiano, ma per me è un valore importante a prescindere. Questa è una delle cose che cerchiamo di comunicare e sicuramente continueremo su questa strada. Sicuramente noi sfuggiamo a molti canoni della musica rock e tendiamo a non piacere o a esser molto graditi. Questo è molto bello dal nostro punto di vista, perché abbiamo un seguito di alcune persone talvolta quasi imbarazzante. Ieri a Reggio Emilia c’erano quelli del fan club, uno era al 17esimo concerto. Si sono sentiti via mail e hanno costruito uno spettacolo incredibile. Hanno preparato oggettini di cartone, cappelli, mille piccole cose che ci hanno fatto stare molto bene. Dalle bottiglie di vino ai cappelli da carabiniere fatti di cartone…

In questo momento particolare della musica indie è possibile fare a meno di partecipazioni televisive e passaggi radio ? si ottiene una buoan visibilità anche grazie solamente a Internet e concerti? Parlando con Brunori Sas la settimana scorsa ci ha lanciato un po’ quest’idea positiva sul futuro. Diceva infatti di vedere molta gente ai concerti e di avere l’idea che le cose stiano un po’ cambiando, dal punto di vista della fruizione musicale.

Non ho ancora visto un suo concerto, mi riprometto di farlo. Sicuramente il suo vantaggio è che è un artista, mentre noi siamo un gruppo di cinque persone. Dobbiamo fare molti concerti. Sicuramente spero che alla lunga si possa trovare una certa stabilità e una certa tranquillità artistica. Io credo che la promozione sia necessaria, non una malattia, ma non siamo contrari a passaggi radio o tv. L’anno scorso dovevamo acciompagnare Anna Oxa a Sanremo, poi hanno eliminato la sua canzone e non ci siamo potuti esibire, ma non mi dispiacerebbe. Ci son andati Afterhours, Bluvertigo, Subsonica, Quintorigo, per me sarebbe un’opportunità, poi è vero che c’è sempre chi storce un po’ il naso, perché è il mainstream, vogliono staccare per forza l’indie, ma per me è una cavolata che esiste solo in Italia. Se  vai all’estero nello stesso concerto vedi Shakira e dopo i Korn. E’ una divisione assurda che esiste solo da noi. Uno dei difetti della musica indipendente italiana è quello di avere la puzza sotto il naso. Vogliono che rimanga una musica per pochi, ma credo siano cose da superare. Noi abbiam collaborato con la Oxa, con Bobby Solo e ci siamo divertiti molto. Mi piacicono queste cose, perché pur venendo da altre realtà, si ha la possibilità di un confronto Si impara molto. La differenza la fanno le persone talvolta, più che gli stili musicali.

 Nella canzone Divino (un po’ era successo già con La spesa) citate diverse cifre, 30 litri di lacrime, 10 macchine etc.…Ma alla fine della canzone dite che “ i conti alla tua Vita potrai farli soltanto tu” Non vi chiedo il bilancio della Vita…nemmeno della carriera…soltanto di questo album.

Quest’album ha avuto un ottimo riscontro, anche di critica . Bè, la critica nell’ultimo periodo ci aveva un po’ abbandonato. Nella musica indipendente è un classico, all’inizio escono fuori con commenti come “grande novità discografica”, “grande nuova entrata nella musica rock”, poi dopo un paio di album ti lasciano un po’. Forse anche perché ti apri ad altre situazioni. Iniziano a sparare a zero, e su sushi e coca è stato così. Questo album, forse perché più difficile, magari non capendolo fino in fondo (ride) non si son permessi di parlarne male. Hanno scritto bene, è andato bene. Abbiamo fatto ottimi numeri, dalle 150 persone di prima, siamo ormai raddoppiati nei concerti. A livello di vendite di cd si vede poco, perché ormai è quasi un oggetto di culto il disco, ora come ora si vende quasi come un gadget, se no si scarica selvaggiamente. Non navighiamo nell’oro, ma viviamo di musica che è quel che vogliamo fare e volevamo fare. I componenti del gruppo sono cinque e non è facile rispetto a chi canta come singolo accompagnato da dei musicisti, ma siamo contenti, non ci manca nulla. Va bene così.

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