
Incontro con una delle personalità più importanti della scena rock italiana degli ultimi trent’anni. Giorgio accoglie me e Giuseppe Cardone con una gran gentilezza nel suo camerino, si accende l’ennesima sigaretta, nonostante siano solo le ore 18.00 sorseggia un gin tonic, si accomoda sulla poltroncina rossa, e ci dedica mezz’ora di rabbia e parole.
Ho letto di un blocco creativo durante la creazione del nuovo lavoro, Rojo. Quale è stato l’evento, personale o esterno che ti ha fatto ripartire.
Si, il blocco è inevitabile ogni volta che fai qualcosa che ti piace molto. Ogni volta che fai un album devi puntare ad andare avanti, a fare qualcosa di meglio. Che cazzo fai se no, vai in discesa? Lo scorso album è stato a mio avviso riuscitissimo, e questo credo sia migliore. Se un album non mi convince al cento per cento non esce. Ho troppo sofferto in passato. Quando con i CSI, i PGR, son uscite cose che mi fanno cagare. Adesso qua decido io, e se non mi convince non esce. È normale che a volte ci siano dei blocchi, quando tendi a mettere la barra sempre più in alto. Non sono ancora nella fase discendente della mia Vita, anche se sto invecchiando fisicamente. Poi è vero che ti guardi intorno, vedi che la gente si fa fregare da tutto, e ti preoccupi un po’, per il futuro, forse c’è chi è invecchiato già da giovane.
Nel nuovo album troviamo un Canali di nuovo rivolto al sociale, dopo un penultimo album estremamente intimista. Diciamo che ti eri sfogato abbastanza? Eri davvero così stanco di guardare fuori, che forse era il caso di ripulirsi internamente?
No. Ne avevo fin sopra i coglioni di passare per uno che fa del populismo. Cosa che non è vera assolutamente. Se uno mette la parola rivoluzione, non è per forza un rivoluzionario. Dipende come la usa la parola, la gente spesso si ferma al significato di tre parole, mentre dovrebbe esser più attenta. Purtroppo l’80% della popolazione è tonta. Se no non avremmo questi governanti, non avremmo quei modi dementi di passare i sabato sera. “La gente è per la maggioranza idiota”. A volte si mette l’idiozia da parte e scatta la rabbia, ma qui in Italia per ora non è successo.
Alcuni hanno letto male i testi del tuo ultimo album, Rojo, li hanno ritenuti retorici, mentre a mio avviso son in gran parte una presa per il culo degli argomenti trattati
Esatto, sono una presa per il culo. Sono un’ invettiva non contro chi comanda, che ci prende per il culo benissimo, ma contro chi lascia fare, cioè verso noi. Cioè dai, guarda chi ci governa, ci siamo infilati nelle mani delle banche. Tutti diciamo non c’è più quell’altro, ma guarda qui dove siamo finiti. Molti sono scesi felici in piazza. Io ero a Roma, col cazzo che son sceso in strada. Non era un giorno di festa.
Non posso non chiedere a un autore che richiama così spesso l’idea di rivoluzione un giudizio sulle rivoluzioni di piazza. C’è ancora spazio per la speranza? In questo ultimo lavoro intuisco che anche tu non ne abbia molta.
Non c’è speranza, ma non ce ne era nemmeno prima te lo assicuro. Ho sempre visto tutto come una caduta. Non è cambiato niente in questi anni. Son passati tanti anni, ma il mio pensiero è rimasto quello. È quella parte di toscano che ho in me che viene fuori. Quel fare ridanciano e dissacrante che è in me e in molti voi toscani. A Mestre non verrebbe così bene. Quando lo facevo in francese ero più sereno perché non essendo madre lingua potevo scazzare un po’, avevo la scusa della lingua. Poi ho capito che anche in Italia potevo cantare Ciccio bomba ragioniere con tre dita nel culo stravolgendo una filastrocca per bambini senza vergogna. A quel punto ho detto posso fare quel che cazzo mi pare.
Parliamo della canzone Lettera del compagno Lazlo al colonnello Valerio che bene avremmo visto in questo album. Il testo molto forte (nei contenuti e nel linguaggio) ha subito una censura dagli stessi commitenti (il comune di Carpi). A noi sembra proprio una provocazione, una sfida all’establishment di una certa sinistra. Raccontaci l’iter di questo pezzo
Ci stava. Ho fatto apposta a metterci un paio di bestemmie e teorie molto forti, così quelli che me l’hanno chiesta per una compilation, ci avrebbero pensato più volte prima di metterla. Infatti non l’hanno messa. Non hanno avuto il fegato. È stato un po’ uno sputtanamento. Dai nel comune di Carpi abbiamo il peggior Pepponismo incrociato a Don Camillismo che c’è in Italia. Nella sede del PD C’è un gigantesco manifesto di Berlinguer che stringe la mano ad Aldo Moro, ti vien voglia di dare fuoco a tutto, dai non si può.
Un prezzo che poi ha trovato una sua collocazione nel disco allegato alla tua biografia (uscita in questi giorni e che è possibile acquistare anche e soprattutto ai concerti) Fatevi fottere ancora un pò. L’hai detinita come una seduta psicoanalitica. Ci puoi raccontare un aneddoto tratto da questa pubblicazione?
Ma, ce ne sono talmente tanti che nemmeno li ricordo. Alcuni son pure cazzate. L’unica costante della mia Vita è che ho avuto un culo pazzesco. Ho sempre incontrato le persone giuste. Se riesco a vivere, o meglio vivacchiare, di quel che amo fare è un gran culo. La mia Vita direi che è di per se un aneddoto.
Parliamo anche del tuo lavoro di produttore (ricordiamo tra gli altri Verdena, Luci della centrale elettrica e Zen Circus)
Parlando degli artisti che ho avuto al fortuna di produrre, anche li son stato fortunato. Bisogna avere le orecchie foderate di lardo per non accorgersene. Spesso i direttori artistici son talmente scarsi che non vedono, non sentono. È raro che una major abbia richiesto i Verdena. È la major che mi ha cercato, non sono stato io che glieli ho portati. E’ stato sorprendente.
Appurato il tuo fiuto per le nuove leve ci consigli qualcuno tra gli artisti ancora sconosciuti? Che difficoltà ci sono rispetto agli anni dei tuoi esordi per emergere?
Un gruppo romano: Operaja criminale. Mi piacciono molto. Anche un gruppo toscano che esiste da tempo, che nessuno ascolta: i Dondola l’uva. Di roba in giro ce ne è tanta ed è bella. Peccato che non arriverà da nessuna parte. Il mondo cambia, ma senza cambiare, oggi c’è modo di arrivare alla gente facilmente, il problema è che è facile saturare le persone. C’è un modo gratuito libero, di proporre le proprie cose, internet è grandioso. Però è vero che non è facile decifrare la qualità, c’è molta informazione che confonde. D’altro canto ognuno si può fare dei buoni lavori da solo in casa. Il problema reale è che manca l’interesse del pubblico o la capacità del fruitore finale di capire che c’è qualcosa d’importante che sta succedendo.
Spesso le persone non vanno a scoprire i nuovi gruppi, manca veramente la voglia e la curiosità
Io sono un pessimo predicatore, pur di non spostarmi per sentire la musica mi metto un porno in tv. Non mi interessa la musica, mi interessa la gente che ha dei pensieri e delle belle idee. Purtroppo capisco chi se ne sta a casa e non ha voglia di scoprire. Sperano che qualcuno scopra le cose intelligenti e gliele tramandi, di cose buone in giro ce ne sono veramente tante.
Hai avuto anche delle esperienze da attore tra l’altro anche con i livornesi Virginiana Miller (nel video di Malvivente). Ti diverte questa cosa?
Con i Virginiana ci conosciamo da tantissimo. Simone (Lenzi) è incredibile, scrive benissimo. Non è considerato per quel che vale. Hanno il loro seguito, ma potrebbero avere molto di più.
Ho girato in diversi clip e anche partecipato a Guardami, un film del quale ho fatto anche la colonna sonora quialche anno fa. La settimana scorsa ho partecipato al video di Ilenia Volpe, facendo una specie d’ insegnante di religione col collarino da prete. Dopodomani andrò a Roma a girare il video degli Operaja Criminale, interpretando la parte di un cardiopatico. O come venti giorni fa ho partecipato al clip di un pezzo di Enrico Brizzi. É un periodo che ne faccio tante, dopo anni in cui non mi cimentavo in queste esperienze, mi diverto.
Chiudiamo con una domanda sul tuo passato con CCCP, poi CSI e PRG…
Basta che non si parli di Ferretti della sua conversione, perché è una cazzata, lui non è convertito, canta preghiere da una vita…
No, No, tranquillo, volevo sapere l’album di quelle produzioni che ritieni il migliore
Ultime notizie di cronaca(PGR) è sicuramente il migliore album che abbiamo fatto. Spesso Epica Etica etnica Pathos (CCCP) è ritenuto il migliore, ma credo sia una cagata, un calderone immondo. Ci sono dei grandi pezzi, ma è un miscuglio assurdo. Non è un disco epocale come hanno detto. I critici dicono spesso cazzate, per esempio hanno smontato The Wall dei Pink Floyd, che è sicuramente il loro album migliore e che la maggior parte dei critici giudicano il peggiore. C’è un delirio di Roger Waters che è grandioso, lui è un genio. E te lo dice uno a cui sono sempre stati sui coglioni i Pink Floyd.























