
Sono le 21.15 quando le luci del magnifico teatro Goldoni di Livorno si spengono per dare inizio al concerto di Vinicio Capossela. Chiamarlo concerto, in realtà, è alquanto riduttivo… si, perchè quello che si presenta davanti agli occhi degli spettatori quando il sipario si apre non è un semplice palco allestito per far suonare un’orchestra, ma un vero e proprio “mondo”. La prima cosa che ce lo fa capire è la scenografia: i musicisti suonano dentro lo scheletro del ventre di una gigantesca balena che, con movimenti lenti e aggraziati, segue la musica e si trasforma, ondeggiando, schiudendosi e richiudendosi sopra le teste della fantastica orchestra di Capossela. Sul palco si da luogo ad un incredibile rappresentazione mitologica dell’uomo e il mare, passando dall’oceano al Mediterraneo, in un susseguirsi di storie canzoni che spaziano dall’Odissea di Omero ai racconti di Herman Melville. Durante ogni canzone Capossela si cambia d’abito accompagnato da coristi travestiti da minotauri, cori di sirene, streghe, maghi, nani e una ballerina di burlesque. Il concerto è incentrato principalmente sull’ultimo lavoro dell’artista, “Marinai profeti e balene” per cui lo si può definire come un live concept dove si respira soprattutto salmastro. Solo piccole parentesi come “Il Ballo di San Vito”, dove si mette in scena una vera e propria folkloristica taranta, o la spassosissima “Inno alla gioia”. Tranne questi pochi esempi il concerto è concentrato nelle musiche e nelle rappresentazioni dell’ultimo disco. Vinicio ed i suoi incredibili musicisti ci accompagnano e ci risucchiano in questo universo fantastico per piu’ di due ore di concerto lasciando il pubblico senza fiato fino all’ultima nota.

























