Ci voleva il mal tempo a rendere piacevole la domenica di campionato.
La decisione di non far giocare anticipi e posticipi serali, per paura di nuovi rinvii causa neve, ha fatto fare alla serie A un passo indietro di quasi venti anni, quando appunto la domenica era il giorno delle partite. Il giorno in cui gli amanti del pallone se ne andavano allo stadio oppure si portavano con se, ovunque andassero, la fedelissima radiolina per seguire la propria squadra del cuore. Era tutto concentrato in due ore. In quelle due ore c’erano tutte le partite, non come ora che ci sono due anticipi il sabato, uno il venerdi, uno la domenica sera e una partita all’ora di pranzo. Oggi per seguire le partite non bastano assolutamente due ore, ci vogliono circa tre giorni.
Ecco, ieri è stato così, una domenica retrò, con la sola differenza però che gli stadi erano tutti vuoti.
Si perchè la televisione ormai è invincibile, anche se per una volta non è lei a decidere il calendario, è talmente entrata nelle abitudini dei tifosi che la tentazione di rimanere in casa sul divano piuttosto che patire il freddo sugli spalti è troppo forte.
Una domenica di campionato strana anche sotto il profilo dei risultati: la Juventus ha pareggiato zero a zero in casa col Siena, stesso risultato casalingo anche per il Milan contro il Napoli. Male invece l’Udinese e la Lazio che hanno entrambe perso tre a due nelle difficili trasferte di Firenze e Genova. Malissimo l’Inter che esce distrutta dalla trasferta romana: quattro a zero per gli uomini di Luis Enrique.
Risultati che però non cambiano gli equilibri di classifica, la Juventus continua a rimanere in testa con un punto di vantaggio sul Milan nonostante la partita in meno da recuperare. Va a meno quattro l’Udinese, a meno sei la Lazio e a meno nove l’Inter che dopo questa sonora sconfitta dice definitivamente addio al sogno scudetto e forse anche al secondo posto (obiettivo minimo stagionale)
La notizia di giornata però è lo schiaffo di Ibrahimovic ad Aronica, che potrebbe essere la chiave di questo campionato. Lo svedese non è nuovo a queste reazioni poco professionali (vedi fiorentina milan dello scorso campionato), probabilmente sente troppo su di lui la responsabilità dell’andamento della squadra e quando non riesce a fare gol, si innervosisce fino ad arrivare a certe reazioni. Ibra è così. Talmente forte da creare dipendenza, talmente “matto” da sfociare in gesti del genere. Ora rischia addirittura tre giornate di squalifica, il che vorrebbe dire saltare sicuramente le doppie trasferte di Udine e Cesena e molto probabilmente anche il match scudetto di San Siro contro la Juventus. Situazione non facile per Allegri. Il suo Milan è Ibra-dipendente e si dovrà giocare lo scudetto proprio senza il suo centravanti.
Ma ci sono notizie, di cui nessuno parla, che fanno venire i brividi: l’inchiesta sul calcio-scommesse va avanti e ogni giorno salta fuori un nuovo nome e una nuova partita indagata. Ora è il turno dell’infermiere barese Iacovelli, che era in stretto contatto con Masiello (ex calciatore del Bari) coinvolto insieme a Cristiano Doni nel giro delle scommesse illecite. Il numero delle partite truccate è a livelli assurdi, anche il campionato dell’altr’anno pare inquinato e il giro si allarga come una macchia d’olio. Bella figura che ci facciamo. Il nostro campionato, quello che è stato uno dei più belli del mondo, in mano a questi delinquentelli di serie B.
Per favore, ridateci il calcio di una volta. Quello che si giocava sempre di domenica. Quello che era uno sport prima di un business.























