
Ciao ragazzi, parlateci del vostro disco che tanto vi ha portato in giro per i palchi della penisola e anche su quelli internazionali.
Il disco è stato registrato nell’estate del 2010 allo studio Folsom Prison da Lorenzo Buzzigoli, licenziato da Black Candy Records e martirizzato a Chicago. Nella versione cd è stata tenuta fuori una canzone registrata (una cover) che comunque vedrà la sua pubblicazione sulla versione vinile, che sarà stampato a breve.
Ascoltando il disco si apprezza un ottimo sound: parlateci un po’ delle vostre influenze che vi hanno portato a dare alla luce questo lavoro.
Indubbiamente c’e’ stata una maturazione musicale, una evoluzione direi, infatti noi veniamo da un background totalmente british, anche dal punk 77 (jam-clash), poi ci siamo aperti a nuovi ascolti, molto più’ soul e northern soul sia inglese che americano (Detroit), e quindi c’e’ venuto naturale e spontaneo produrre un mix di tutti questi generi sopracitati. Poi ha influito anche il cambio di line up, con l’ingresso di Donato alla chitarra, che giustamente ha contribuito ancor di più a rivisitare il nostro sound.
Sappiamo che siete stati più’ volte in inghilterra a suonare: parlateci della vostra esperienza in terra britannica.
La prima volta che siamo stati in Inghilterra, avevamo fatto un week end a londra a suonare, poi successivamente, grazie anche ai contatti presi li sul territorio e ai concerti di supporto a varie band inglesi in italia siamo tornati per un tour vero. (una su tutte i Beady eye, infatti due date del tour sono state fatte all’interno dei negozi di abbigliamento di Liam Gallagher). A costo di sembrare scontato ti dico che e’ stata una bellissima esperienza. Sostanzialmente oltre al fatto di essere in giro con i tuoi amici a perseguire la tua passione nella nazione che maggiormente ci ha influenzato fin da piccoli, nel Regno Unito si respira un’aria differente rispetto all’Italia riguardo alla musica live. C’e’ molta più ricezione da parte del pubblico, maggiore partecipazione e voglia di ascoltare musica dal vivo, si apprezza il fatto che i giovani e non solo, vanno a sentire i concerti e c’e’ curiosità verso le band tipo noi che ovviamente siamo ancora una novità in Inghilterra: l’ascoltatore medio non si va a vedere solo i big, ma apprezza con piacere, anche le nuove proposte che arrivano da tutto il mondo. Ed oltre ad ascoltare le persone comprano pure i dischi !!!
Ti racconto una cosa che ci ha piacevolmente colpito, un giorno ci siamo messi a suonare per strada e i passanti incuriositi si sono messi in capannello ad ascoltarci e a divertirsi con noi, in Italia sarebbe stato impensabile, poiché si fermavano tutti, dal ragazzino all’uomo adulto, alle donne ecc. qui nella nostra penisola ti avrebbero guardato come un cialtrone che disturba il quieto vivere ! ahahah… In definitiva penso che tutto questo sia dovuto al fatto che la musica, come tutte le altre arti, siano vissute come cultura e non come puro e semplice intrattenimento, come qui in Italia.
Visto che li avete citati, parlateci dell’esperienza di aprire ad una band come i Beady eye .
Ma guarda, lasciami dire che e’ stata una bellissima esperienza, noi inizialmente avevamo la possibilità’ di aprire il concerto degli Oasis, poi la cosa saltò (comunque quella volta abbiamo fatto di spalla ai Deep Purple, tanto male non e’ andata poi tutto sommato), ma comunque rimanemmo in contatto con il management della band. Infatti appena i Beady eye sono venuti in Italia , noi gli abbiamo aperto il concerto. Vedere un personaggio come Gallagher, in carne ed ossa, per noi era una cosa grandiosa e lui non fu da meno, infatti a scapito di come lo dipingono, cioè’ un personaggio iroso e scontroso, con noi fu veramente gentile, era il primo a salutarci e a metterci a nostro agio. Quindi oltre alla bella esperienza musicale (poiché i loro tecnici seguirono anche il nostro live e addirittura avevamo anche il backline in comune) fu una bella esperienza anche dal punto di vista umano. In seguito ci hanno richiamato per fargli da apertura, anche nei successivi concerti, quando sono tornati in italia. In una parola: bellissimo!
Cosa ne pensate della condivisione su internet e del download gratuito?
Come abbiamo potuto tutti constatare e’ cambiato il modo di ascoltare la musica oggi giorno, sono cambiati i supporti per riprodurla, ed il modo di fruirla. Da un lato il mezzo internet ha permesso a molte realtà’ di essere ascoltate anche in posti dove non sarebbero mai arrivati, dall’altra si e’ persa un po’ l’abitudine di comprare fisicamente i dischi. Quindi ai fini di promozione ben venga la condivisione e il download, anche perché spero che chi ama la musica e in maniera particolare, se scarichi un disco di un artista, e ti piace, tu debba quantomeno andare a vederlo live e poi comprargli il disco, in maniera da supportare l’artista in questione. Poi non sempre le cose vanno così. Magari e’ anche un discorso generazionale, ad esempio i nostri fratelli maggiori e amici, erano abituati a comprare i dischi che gli piacevano, e ci hanno iniziato all’ascolto, tramite il vinile o le musicassette, quindi normalmente noi ci siamo innamorati del disco in maniera fisica, dalla copertina al booklet ecc. Oggi i ragazzi si scambiano gli mp3 o addirittura i link, quindi penso che sarà’ difficile far cambiare il modo di far girare la musica oggi. Comunque noi acquistiamo e ne siamo fieri, io ho anche avuto un negozio di dischi quindi so benissimo di cosa sto parlando!
Grazie ragazzi per il vostro tempo e alla prossima !
Intervista di Patrizio Orsini.
























