Intervista a Silvia Bagnoli

RadioCage 16 aprile 2012 1

Silvia Bagnoli è una drammaturga, attrice e operatrice teatrale. Proviene da Empoli. Ha lavorato al Teatro Verdi di Pisa per “Fare teatro” in progetti con le scuole e in alcuni progetti di Teatro-Danza del Teatro di Cascina. Vanta, tra le altre, anche una collaborazione con un liceo francese in Lozère per la messa in scena di uno spettacolo bilingue, segnalata nel 2009 al Concorso Nazionale di Drammaturgia “in punta di penna” per la drammaturgia “Serafina, piccoli omicidi condominiali”.

Nel 2011 ha lavorato alla realizzazione dello spettacolo DIFATTO TERESA, che ha debuttato al Festival del pensiero popolare di San Miniato.

“Difatto Teresa” andrà in scena a Livorno venerdì prossimo, 20 aprile, presso il Teatro Officina Refugio, con inizio alle 22,00. Si tratta di un monologo che intende ripercorrere ed illustrare i momenti principali della vita di Teresa Mattei, la deputata più giovane della Costituente.
Incontriamo Silvia Bagnoli nel liceo dove insegna Lingua e letteratura inglese.
Silvia, ci racconti come è nata l’idea di fare uno spettacolo su Teresa Mattei?

Mi sono per caso imbattuta nel libro di Patriza Pacini “La costituente: storia di Teresa mattei” edito da “Altreconomia”. Questa è la prima biografia su di lei e la sua storia mi ha molto appassionato. Talmente tanto da farmi avvicinare a un tipo di lavoro teatrale nuovo per me, che provengo dal teatro danza, dal mimo, dai clown. Qui si è trattato di confrontarsi con l’affabulazione e il monologo.


Teresa Mattei è stata protagonista di molte battaglie. Vuoi accennare ad alcune?

E’ stata probabilmene la prima non ebrea ad essere stata espulsa da tutte le scuole italiane, all’epoca Teresa faceva la seconda liceo e si trovo ‘ a vivere di persona la politica persecutoria del regime contro le sue compagne di classe ebree. In una delle lezioni del docente di scienze che faceva propaganda antisemita in classe, Teresa si alza davanti a tutti e dice “io esco, non posso assistere a queste vergogne”.
E’ stata anche la prima che ha messo in evidenza il fatto che le donne non avevano accesso alla magistratura e la prima che si è battuta perchè il testo costituzionale ricnoscesse esplicitamente il diritto delle donne a entrare in magistratura. (anche se sara’ con aldo moro che tale accesso sarà possibile, con la legge 66 del 63).
Teresa è stata la prima ragazza madre del parlamento, la donna che ha proposto la mimosa come simbolo dell’8 marzo..insomma..ce ne sono di cose per cui vale la pena appassionarsi!


E perché “difatto” Teresa?

Perchè è lei a proporre l’inserimento dell’inciso “di fatto” nell’articolo 3 della Costituzione. Questo, in un momento storico e per l’importanza del compito dei costituenti che erano chiamati a soppesare ogni parola, ogni virgola non è cosa da poco, anzi si tratta di un passaggio fondamentale: in un certo senso si impone alla Repubblica di mettere il cittadino in condizioni di uguaglianza precisando, attraverso la necessita’ di misure fattive, concrete, l’eliminazione degli ostacoli che limitavano la parita’ e introducendo invece leggi che la ribadissero. L’articolo 3 non avrebbe affermato cosi’ efficacemente l’uguaglianza tra i cittadini senza l’aggiunta, nell’elencazione delle discriminazioni da superare, del riferimento di Lina Merlin a “senza distinzione di sesso” e del “di fatto “ di Teresa:

Art. 3

“Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.”


Peraltro, leggevo in un articolo che se in Toscana si parla di Teresa Mattei, tutti hanno una testimonianza da portare. Evidentemente è stata una donna capace di lasciare ovunque tracce di sé. Che tipo di accoglienza ha ricevuto lo spettacolo? E qual è stato il ritorno che hai potuto percepire?

L’accoglienza è stata ottima, soprattutto le persone che non conoscevano la vita di Teresa restano stupite dalle sue vicende e dalle sue tante battaglie.


Quindi quella di Teresa è una figura ancora in grado di suscitare interesse..

Non è una figura conosciutissima visto che era uscita dal partito nel 1955 dopo anni di rapporti controversi, ma sempre corretti, con Togliatti. Teresa aveva apertamente criticato i metodi stalinisti e gradualmente fu emarginata dal partito… questo ha in un certo senso impedito di conoscere la sua attivita’ a livello nazionale, ma ha permesso a lei di continuare le lotte senza essere ingabbiata in alcuna costrizione. Ccredo e spero che una volta conosciuta la sua storia si abbia voglia di approfondire e riflettere, per paragonare la sua figura, la figura delle persone che hanno fatto davvero l’Italia, con le figure dei politici degli anni seguenti a quella generazione.


La storia di Teresa è la storia della costruzione dell’Italia, del voto alle donne, della scrittura della Costituzione, della lotta caparbia contro ogni tipo di ingiustizia. Ci racconti qualche episodio che a tuo giudizio è particolarmente significativo e magari poco noto?

Mi ha colpito l’atteggiamento delle donne e in genre delle persone che sono andate a votare per la prima volta, il fatto di ascoltare le militanti che spiegavano alle donne e uomini analfabeti cosa fare, al fatto che nessuno si è tirato indietro. Tanta era la partecipazione e il coinvolgimento che alcune donne raccontano di aver considerato la schede elettorale una sorta di biglietto d’amore.
Teresa racconta un aneddoto relativo al suo ingresso a Montecitorio: ci sono due donne che la fermano fuori dall’ingresso baciandole la mano e piangendo fiduciose: una deputata donna, secondo loro, avrebbe risolto ogni problema.


Alcune delle battaglie affrontate da Teresa sono ancora (tristemente) attuali. Penso alle accuse rivolte alla classe politica italiana di gerontocrazia e di partitocrazia, oppure all’esigenza di dare adeguata rappresentatività a tutte le classi sociali nelle liste elettorali..

Qui vale la pena risponderti direttamente con le parole di Teresa: «Io facevo parte dell’ufficio di presidenza della Costituente ed ero stata incaricata da Togliatti di fissare i criteri per stabilire lo stipendio dei parlamentari; allora sono andata da Giuseppe Di Vittorio e su una vecchia macchina della Cgil siamo andati in giro per uffici, campagne, fabbrichette, e abbiamo visto che la retribuzione base in media era di 42.000 lire al mese (parlo del 1946/47), cifra che lo stesso Di Vittorio mi ha stimolato a proporre e così è stato: beh, sono saltati tutti in aria, chi voleva 300.000, chi 500.000… C’è stato un lungo tira e molla e alla fine siamo riusciti a portare a 80.000 lire lo stipendio degli “onorevoli”, che era già il doppio della paga comune, ma certo non così sproporzionata come adesso. E io credo stia proprio in questo l’inizio del disfacimento della democrazia, perché gli “onorevoli” non rappresentano più il popolo lavoratore, non a caso molti in campagna elettorale promettono una cosa e poi ne fanno un’altra…».


Dunque quali sono le differenze principali che hai potuto riscontrare tra l’Italia che racconti nel monologo e quella di oggi?

Credo che si possa dire, con le dovute precauzioni, perche’ non credo che i furbi e i vigliacchi ci siano solo oggi, che la lealta’, la necessita’ di lottare, di esporsi e di prendere una posizione fosse piu forte, sicuramente il momento storico era di quelli che non lasciavano spazio a titubanze. L’egoismo e i personalismi di oggi credo siano la causa ma anche l’effetto della carenza – potrà sembrare paradossale – di reti di collegamento ma soprattutto di azione.


Dopo la data di venerdì prossimo al Refugio ne sono previste altre?

Ho contatti con l’associazione “Liberta’ e giustizia” di Bologna e di Bari dove dovrei andare in maggio, ma soprattutto, cosa a cui tengo molto , c’è il Museo della Liberazione di via Tasso, a Roma, per il 2 giugno dove ci sara’ la presentazione del libro e lo spettacolo e poi penserò alla stagione 2012/13 e a promuoverlo anche nelle scuole.

Intervista di Michele Cecchini

 

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