Livorno – Cittadella 1-2

Lorenzo Perez 27 aprile 2012 0
  

I giocatori del Livorno con la maglia in ricordo di Morosini.

 

Giornata quantomai triste quella vissuta Martedì allo stadio Armando Picchi di Livorno. Alla vigilia della Festa di Liberazione dal nazi-fascismo gli amaranto non riescono a liberarsi dall’incubo play-out cadendo in casa contro il Cittadella.

 

Ricordo. La città di Livorno ha risposto con una considerevole affluenza allo stadio, rispetto agli standard degli ultimi due anni, per salutare per l’ultima volta con calore il compianto Piermario Morosini. Nel prepartita è stato osservato un minuto di silenzio (quello vero, in stile british) contornato dal rilascio di numerosi palloncini bianchi e amaranto oltre ad una enorme maglia amaranto col numero 25 che è salita in cielo sopra lo stadio all’Ardenza. La curva Nord (nostalgicamente colma) ha voluto ricordare il giocatore con una gigantografia alla quale si sono avvicinati i calciatori amaranto nel pre-partita. Numerosi anche gli striscioni dedicati a Piermario. Da segnalare la richiesta (tramite striscione) degli Ultras livornesi di fare chiarezza sugli eventuali colpevoli di questa tragica scomparsa. I giocatori in campo hanno dato il massimo per dedicare la vittoria al caro amico, ma la sorte (e non solo) gli è stata crudelmente avversa.

La partita. Il Livorno si presenta in campo privo degli acciaccati Bardi, Siligardi e Belingheri. Nei primi quindici minuti di gioco le due squadre si studiano senza trovare varchi importanti ma il Cittadella riesce, con un tiro da fuori, a scheggiare la traversa. Questo pericolo scampato sveglia i nostri ragazzi che iniziano a presidiare costantemente la metà campo avversaria creando occasioni con Lambrughi (tiro da posizione defilata con respinta di Cordaz e successivo tap-in di Barone che schiaccia troppo la conclusione), Dionisi (imbeccato da Paulinho conclude di sinistro sul portiere) e con un paio di tiri dalla distanza di capitan Luci. A fine primo tempo, come troppo spesso è accaduto quest’anno, il Livorno capitola in contropiede: siamo al 42° quando Di Roberto si invola sulla fascia destra e serve a Di Nardo un assist perfetto, dribbling su Mazzoni e gol facile a porta vuota. Amaranto sotto nel punteggio e col morale sotto i tacchi. Ma la Nord non smette di cantare..

Reazione e frustrazione. Trascinati dalla rabbia, dalla curva e da una motivazione nobile i ragazzi si riversano nuovamente nella metà campo avversaria pressando per buona parte del secondo tempo. Madonna inserisce Piccolo in luogo di Barone passando così al 4-3-3. I risultati si vedono perché il neo-entrato si mostra subito pericoloso con un dribbling in area di rigore, il conseguente tiro di destro finisce sui piedi di Schiattarella che manca una facile occasione a tu per tu con Cordaz ma sulla respinta arriva il tap-in vincente di Dionisi. Chico raccoglie rapidamente il pallone dal sacco mostrando ai tifosi una rabbiosa voglia di vincere. Il Livorno non accenna a diminuire la pressione e pochi minuti dopo Paulinho lancia al volo Dionisi in area, l’attaccante labronico viene atterrato con cestistico “tagliafuori” ma per l’arbitro non è calcio di rigore.  Dagli spalti il penalty sembrava netto e il pubblico è infuriato. La rabbia è destinata a crescere perché al 74° Di Nardo commette un netto fallo su Knezevic lungo l’out di destra: il difensore croato, in netto vantaggio sul pallone, viene strattonato vistosamente dall’attaccante avversario che riesce successivamente a crossare in area per il neo-entrato Job. Troppo facile per lui segnare il gol partita tra le proteste amaranto (espulso Madonna).
Nei minuti finali da segnalare gli ingressi in campo di Bigazzi e Bernacci (fuori Schiattarella e Filkor) nel disperato tentativo di riagguantare il match ma gli sforzi del Livorno si trasformano soltanto in un’occasione all’ultimo minuto per Bernardini: il difensore non riesce a mettere dentro da due passi. Ridicola l’espulsione rifilata a Knezevic per un involontario fallo di mano a centrocampo. Finisce 1-2 e molti giocatori labronici lasciano il campo in lacrime.

Adesso servirà una compattezza d’altri tempi tra le varie componenti del Livorno Calcio: società, squadra e tifosi dovranno marciare in un’unica direzione per raggiungere la salvezza in quella che sicuramente resterà nelle nostre menti come la stagione più triste della storia del nostro club.

 

per Radio Cage
Lorenzo Perez

Lascia un commento »