Nuovo album per i Mojomatics: la recensione

Giulia Costa 3 maggio 2012 0

Che dire? MojoMatt e DavMatic,il duo veneziano che dà vita al progetto The Mojomatics, ha colpito ancora.

Dopo quattro anni dall’uscita del loro ultimo album - Don’t Pretend That You Know Me – e a due anni dalla raccolta Singles 2009, esce ad Aprile You Are The Reason For My Troubles  ovvero 34 minuti tiratissimi del miglior rock’n'roll nostrano. Alcuni possono storcere la bocca di fronte al deritivatismo di questa band ma io non ne ho mai visto il motivo.  Il misto fra rock,country,blues e, a tratti, folk di questo gruppo ha sempre funzionato ed in questo album più che mai. Ecco quindi che Behind the trees, prima traccia del disco, butta subito le basi per dei brani da giornata soleggiata. Certo, magari l’atmosfera surfer anni ’60 si sente tutta ma poco importa perché con l’arrivo della canzone che dà il titolo all’album i toni cambiano e già s’intuisce un concatenarsi di cambiamenti sonori che difficilmente danno la possibilità di catalogare in modo assolutistico il duo.  You Are The Reason For My Troubles è composta con le migliori intenzioni country, che vanno poi scemando nel garage di In the meanwhile  e Rain is digging my grave. Don’t talk to me mi ricorda molto l’album di esordio dei Beatles, mentre You don’t give a shit about me con mandolino e armonica iniziale mi spingono a pensare ad uno spaghetti western, un folk americano naturalizzato a suon di pizza. Le canzoni si susseguono: Yesterday is dead and gone, feet in the hole che è una cavalcata country (chissà se è stato Delaney Davison ad influenzarli durante il tour durante il quale aprivano per lui), Long and lonesome day e poi il ritmo più canzonatorio e rallentato di Ghost story che fa da apripista ad un nostalgico Cash nella canzone di chiusura: Her song.

I due anni di tour sulle spalle hanno decisamente lasciato un segno indelebile su questi due musicisti che hanno riversato tutte le loro esperienze in un album che definirei magnifico e per tutti i gusti, anche per i palati più fini. Poco importa dunque se continuano a rifarsi alle vecchie glorie del passato anche perché, in fondo, chi è che non lo fa a suo modo?

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