
La settimana di calcio mercato è stata fondamentalmente divertente, piccole manovre crescono, alcune squadre assumono una forma, altre già ce l’hanno da tempo. La nota positiva della settimana va alla Roma. Destro con Zeman potrebbe essere un attaccante da 20 gol a stagione per il bene dei giallorossi e della nazional. Pjanic, De Rossi e Bradley formano un centrocampo eccezionale, Bojan e Lamela esploderanno, su questo ho pochi dubbi, resta l’incognita della difesa, un po’ per la tradizione del boemo, un po’ per i nomi che compongono quel reparto. In ogni caso credo che visti anche i rivali poco attendibili la Roma possa ambire ai primi tre posti del campionato, tra follie, tanti gol fatti e presi e la solita mole di bel gioco, un marchio di fabbrica di Zemanlandia.
Il Milan tra la suggestione romantica Kaka e l’impossibilità di arrivare a Robben continua a tirar fuori nomi sconosciuti, l’ultimo è Mapou Yanga-Mbiwa che a pronunciarlo più che un top defender sembra una supercazzola bella e buona. La speranza è che sia un futuro Thiago Silva, la realtà ci lascia una piccola speranzina che sia un buon difensore….e già ci accontenteremmo. Juve e Inter dopo il buon trofeo Tim accrescono la propria consapevolezza e attendono il momento giusto per sferrare l’ultimo colpo di mercato. Il Napoli più che dal mercato viene oscurato dal Presidente De Laurentis che in settimana si è reso protagonista di un delizioso siparietto con l’altro signore del calcio italiano, tale Mino Raiola. Ci piacerebbe vederli entrambi a giocare a carte al circolo arci di Orciano….invece uno è stimato produttore cinematografico oltre che presidente di successo, l’altro domina da anni il mercato mondiale. Due signori buffi, talvolta simpatici, che si divertono a discutere su quanto un proprio giocatore o un proprio assistito (e non) debba lasciare velocemente il Napoli club. Questa volta mi spiace dirlo sto con De Laurentis, un po’ perché i procuratori hanno da tempo rovinato e ingolosito il calcio moderno, un po’ perché Mino Raiola è quell’esempio di Italietta che non vorrei all’estero. Un signore di dubbio gusto, un uomo che si è fatto da solo, massima stima, ma che non ha saputo gestirsi, o non ha voluto farlo. Adesso parla tanto, fa il padrone dei giocatori, li trasferisce sia che loro vogliano o che non vogliano, toglie ancor più l’alone del sogno che anni fa vedevamo intorno al calcio. In questo duello da signori scelgo De Laurentis che alla fin dei conti è colui che paga i propri giocatori e ha il diritto di non sentire le lamentele e i consigli via tv, giornali, internet, di chi soltanto li assiste.
Dopo questo finale amaro, cerchiamo di pulirci la bocca e di restituire un attimo di speranza a questo calcio…perché nel frattempo tra le notizie di questa settimana abbiamo quella dell’addio al calcio giocato di Pippo Inzaghi,nonostante le scarse capacità tecniche il più grande attaccante italiano degli ultimi 20 anni, un esempio per i giovani e per i romantici, perché talvolta il cuore e l’intelligenza possono sopperire anche al talento… Pippo ne è stato un esempio. Un uomo con stile e passione che come maledetto vizio aveva quello di vivere per il Gol, non fategliene una colpa se vi ha fatto ridere e piangere, lui ha vissuto per quell’istante in cui l’attesa diventa gioia e lo ha fatto meravigliosamente bene.
























