Ri-Maflow, il reportage di Radio Cage: la Cittadella dell’Altra Economia

Rosanna Harper 10 aprile 2015 0

Questo slideshow richiede JavaScript.

Laboratorio, mercato, biblioteca, usato, ostello (in costruzione) e molto altro. Un vera e propria comunità che si trova all’interno di quella ampia e vasta realtà che è la Ri-Maflow. Si tratta della Cittadella dell’altra economia che al suo interno ospita diverse e svariate esperienze: una realtà dove attività lavorative, per la produzione di reddito, e attività sociali si incontrano, fondendosi, cercando di sperimentare relazioni tra tessuto sociale e luoghi di produzione. Una volta entrati nella gigantesca struttura che fino a pochi anni fa ospitava la ditta di automotive saltano all’occhio le numerose persone, curiosi, magari alla ricerca di qualche buon affare, che gravitano intorno ai banchi popolati di merce, dai prodotti per la persona fino agli oggetti per la casa.

MercatinoUsato

È l’Usato Fuorimercato: un capannone vastissimo dove hobbisti ed appassionati hanno la possibilità di esporre le loro cose durante il fine settimana. E così, tra una cosa e l’altra, capita di imbattersi davanti alla riproduzione di un quadro di Modigliani o dinnanzi ad un vecchio numero di un fumetto. Nel mercatino, aperto e visitabile il sabato e la domenica, dalle 8 alle 17, è possibile trovare praticamente di tutto. <Si tratta di una sorta di punto vendita diretto – ha spiegato Michele ex operaio Maflow. Vorremmo dare spazio anche ai mestieri antichi: falegnami, artigiani. Insomma ad una economia alternativa, basata su valori diversi rispetto a quelli dell’economia dominante>.

fuorimercatoAll’interno del capannone, inoltre, è possibile trovare anche prodotti alimentari, dalla frutta alla verdura, dai formaggi ai salumi. Si tratta di Fuorimercato, associazione che ha il principale obiettivo, si legge nel volantino informativo, di promuovere la sovranità alimentare e le produzioni “etiche” a basso impatto ambientale, a sfruttamento zero. Dell’associazione Fuorimercato, dei diversi livelli in cui si articola, e del Gruppo di Acquisto Solidale (Gas) ci ha parlato Stefano: <La prima esperienza della Ri-Maflow in cui si è parlato di Fuorimercato – ha spiegato – è stato il Gruppo di Acquisto Solidale che è nato circa 2 anni fa, complice la vicinanza con il parco agricolo a sud di Milano: una zona rurale, agricola, di contadini. Un modo che abbiamo pensato per avvicinare la cittadinanza alla Ri-Maflow è stato appunto quello di aprire un gruppo di acquisto solidale: consumo a chilometro zero, consumo critico, sostegno alle piccole produzioni che scelgono di non andare alla grande distribuzione, cercando così di aumentare la consapevolezza nei consumatori e una continuità nella produzione agricola>. Un elemento anche di valenza sociale, ci ha raccontato Stefano, è stato sicuramente quello di inserire all’intero della Ri-Maflow la realtà di Sos Rosarno: <una associazione di produttori rosarnesi che nasce dopo la rivolta dei migranti del 2010, che oggi lavora nella piana di Gioia Tauro in mezzo a svariate difficoltà e che attualmente assume migranti e autoctoni nella stagione degli agrumi con dei contratti regolari – ha spiegato Stefano. Una realtà che abbiamo conosciuto per caso: su questa esperienza abbiamo fatto nascere uno spazio attraverso l’attività di logistica, che abbiamo cominciato due anni fa, per i prodotti di Sos Rosarno a Trezzano sul Naviglio, e che oggi fornisce circa 20-25 gruppi di acquisto solidale a Milano. Abbiamo così elaborato uno spazio di Furimercato che vuole essere un ambito alternativo alla grande distribuzione e che vuole chiamare alla partecipazione produttori di un certo tipo: biologici e sani, ma anche di lotta e di vertenza>. Tra i prodotti di Rosarno che si possono trovare all’interno della Ri-Maflow ci sono le arance, i limoni, i formaggi, i semilavorati calabresi a cui si aggiungono altre esperienze come il Caffè Malatesta, la birra artigianale, le farine del parco agricolo biologico: un modo per dare più scelta ai Gas. <L’idea nostra – ha aggiunto Stefano – è quella di costituire una filiera chiusa che parta dal produttore e arriva ai consumatori attraverso una logistica solidale, distaccata dalla grande distribuzione, che è anche quella che stiamo cercando di mettere in piedi all’interno della Ri-Maflow>. All’interno dell’Associazione Fuorimercato pulsa forte anche l’esperienza dei Laboratori delle auto produzioni: laboratori, appunto, organizzati per permettere agli associati di imparare a lavorare i prodotti del Gas, trasformandoli, ad esempio, in conserve e marmellate, in salse come la Ri-passata, infusi e liquori, come il potente e buonissimo Rimoncello prodotto con i limoni calabresi, o le Rimorfine, le zucchine in agrodolce.

laboratoriod'arteMa all’interno della fabbrica, nei suoi 30 mila metri quadrati, troviamo anche il Laboratorio Aee: uno spazio, una sorta di officina meccanica, dove un gruppo ristretto di persone lavorano, aggiustano, sistemano, recuperano, rielaborano apparecchiature elettriche ed elettroniche (Aee) obsolete ricavate da privati ed aziende e, successivamente, donate o vendute a prezzi contenuti a scuole, istituti, persone meno abbienti. Così, tra uno scaffale e l’altro, si può intravedere una vecchia macchina fotografica polaroid o la tastiera di un vecchio computer. <Questo – ci ha spiegato Aniello, all’interno dello spazio adibito alle riparazioni – è un laboratorio di riparazione, ripariamo le cose elettriche ed elettroniche, che cerchiamo di non far diventare rifiuti. Aggiustiamo oppure recuperiamo il materiale e abbiamo un artista, Mauro, che nell’ultima fase, prima di buttare, trasforma il materiale in un’opera d’arte>. Il laboratorio, inoltre, fornisce assistenza ed effettua riparazioni sulle apparecchiature (computer e smartphones) degli associati.

I locali della palazzina che si trovano al di sopra del capannone sono adibiti ad ostello: stanze singole o doppie, camerate usate per fornire ospitalità a persone che si trovano in stato di necessità, o per chi si trova a passare da Trezzano e ha bisogno di un luogo in cui passare la notte, come gli scout che abbiamo conosciuto durante la nostra permanenza alla Ri-Maflow. <Ci sono persone – ha spiegato Aniello – che vivono alla Ri-Maflow: abbiamo dei profughi, dei rifugiati della Libia, della Tunisia, che fanno parte dell’associazione Occupy Maflow>.

PalcoDurante la nostra visita introduttiva alla Ri-Maflow siamo stati condotti in un posto completamente insonorizzato, adibito alla strumentazione musicale, aperto per chi ha la necessità di fare delle prove, anche solo per chi ha voglia di cimentarsi con gli strumenti, dalla batteria alle percussioni africane, si tratta della sala prova della Macelleria Musicale. Nel cuore del capannone non poteva mancare un’area bar che fornisce pasti caldi e freddi, vicino ad un vero e proprio punto ristoro dove, con pochi euro, è possibile fare un pasto completo, e un’area palco adibita per concerti o spettacoli teatrali. Un luogo aperto alla socializzazione, alla condivisione, che racchiude al suo interno momenti di scambio e di partecipazione.

All’interno della Ri-Maflow lo spazio non manca per artisti ed artigiani che hanno bisogno di un posto in cui dare libero sfogo alla propria creatività. Una cittadella dell’arte e dei saperi, che ha che fare con il reinventarsi, che vuole proporre qualcosa di alternativo alla cittadinanza – ha raccontato Michele, l’artigiano, educatore che nel tempo libero svolge laboratori per i bambini, come quello di fotografia, e che nella ex fabbrica ha una vera e propria officina teatrale. <Una cosa bella che ho visto è il reinventarsi – ha detto Michele – la possibilità di passare da un ruolo ad un altro>.

E ancora, è possibile trovare: il ri-postiglio, lo spazio co-working, la d-vision, la palestra popolare, la tana dell’ecatonechiri, centro massaggi, la biblioteca. Insomma, uno spazio in continua evoluzione, in costruzione, con una sua particolare identità, che ha il preciso obiettivo di riportare il lavoro all’interno dei capannoni.

Lascia un commento »