Il post Effetto…..di Cannito

Federico Bernini 20 agosto 2009 0

In riferimento a quanto letto sulla stampa cittadina negli ultimi due giorni in relazione alle accuse che il consigliere Comunale di Città Diversa, Marco Cannito, ha rivolto al Direttore Artistico di Effetto Venezia Michelangelo Ricci, la segreteria dell’ARCI di Livorno sente l’esigenza di esprimere nel merito di alcune riflessioni.
In primo luogo quella relativa alla questione dell’opportunità o meno della presenza di un direttore artistico per Effetto Venezia.
Su questo aspetto rispondiamo al consigliere Cannito che ogni festival che si rispetti, con una vocazione che vada oltre le quattro mura cittadine, sia esso di cultura popolare piuttosto che di lirica, richiede la presenza di un direttore e questo per alcuni semplici motivi:
la definizione di una linea artistica, l’identità di un percorso, la responsabilità delle scelte, la qualità e le competenze professionali in grado di gestire e rendere sostenibile l’intero processo.
Sono questi i principali motivi per cui la presenza di un direttore artistico rappresenta un’opportunità per Effetto Venezia.
In effetti Livorno, per molti anni, ha rappresentato un caso anomalo nel panorama nazionale quando Effetto Venezia era privo di un direttore artistico.
Altro aspetto invece è la condivisione o meno di alcune scelte artistiche da parte di Cannito e della città, ma che niente hanno a che vedere con la scelta dell’Amministrazione Comunale di dare ad Effetto Venezia una direzione artistica.
I diversi punti di vista sull’impianto artistico saranno, eventualmente, motivo di conferma o di non riconferma di Michelangelo Ricci, così come di qualsiasi altro direttore artistico.
Inoltre se si vuole discutere sulla questione della direzione artistica, facciamolo a partire non dalla necessità o meno di questa figura, quanto eventualmente su quali debbano essere i criteri di scelta per l’affidamento di questo incarico.
La questione invece relativa al compenso di 35.000 euro che Ricci percepisce, la troviamo strumentale e di bassissimo profilo, prima di tutto perchè ci piacerebbe sapere in base a cosa, a quale criterio e a quale tariffario si dice che 35.000 euro lorde, e comprensive di tutti i costi vivi da sostenere, sono troppe.
Resta, comunque, il fatto che non riusciamo a capire perchè Cannito si scagli contro una persona muovendogli come critica sostanziale quella del compenso e non vi sia la ben che minima ombra di una riflessione sulle politiche e le opportunità culturali di questa città. Forse perchè Cannito e la sua squadra hanno ben poca dimestichezza con una dimensione che noi riteniamo fondativa per la coesione sociale di una comunità.
Ed è questo l’ultimo punto su cui ARCI Livorno vuole chiamare a riflettere, facendo chiarezza su un paio di aspetti.
Crediamo che debbano esserci la piena legittimità e gli spazi adeguatati per esprimere critiche, anche dure, verso scelte artistiche non condivise; crediamo inoltre che si possa ragionare su compensi e altro partendo dal presupposto però che le professionalità della cultura e dello spettacolo, non sono volontariato ma che dietro vi sono competenze e saperi, dunque lavoro ed impegno di qualità che deve trovare una legittima corrispondenza.
Questi aspetti rappresentano una questione imprescindibile per far si che le opportunità culturali di un territorio crescano e diventino quanto più ampie possibile. Questo vale per i direttori artistici, per i tecnici, per gli operatori culturali, gli organizzatori e i promoter.
Pensare che tutto ciò possa essere relegato al puro volontariato o ad una residualità del bilancio significa avere una visione della cultura e dello sviluppo miope ed arretrata, significa rischiare di uccidere le opportunità di sviluppo qualitativo del territorio e della sua comunità.
La cosa che ci sorprende è il continuo attacco alle occasioni e alle opportunità di crescita e di rilancio culturale e spettacolare che si sono sviluppate negli ultimi anni a Livorno.
Veramente questo è un punto a noi oscuro. Crediamo altrimenti che sia di vitale importanza promuovere e arricchire ancora di più il panorama culturale di questa città, anche con investimenti ancora più consistenti da parte dell’Amministrazione, perchè questo rappresenta il modo con cui una città e la sua comunità rispondono ad un clima politico e sociale nazionale molto preoccupante.
Questo è anche lo strumento per costruire reali opportunità e interessi per le nuove generazioni, in modo trasversale nell’offerta delle opportunità.
L’impressione che sia ha è che a Cannito poco importi della cultura e delle diverse strategie che in questo campo si possono realizzare, quanto piuttosto ci sembra sostanzialmente interessato a cavalcare umori e sensazioni per attaccare l’Amministrazione Comunale e le sue scelte.
E saremmo ben lieti di poter discutere una proposta complessiva per le politiche culturali e giovanili nella nostra città: ma, al momento, da parte del Cons. Cannito non c’è nulla di tutto questo all’orizzonte se non piccole e strumentali polemiche che certamente non alimentano la qualità della discussione.

Federico Bernini
ARCI Livorno

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