Tommy Emmanuel: doppio live report

Matteo Caldari 3 aprile 2012 0

2 Aprile 2012

Io e mio babbo arriviamo al Palazzo dei Congressi di Pisa verso le 20 e troviamo già una lunga fila fatta soprattutto di ragazzi con chitarra al seguito. Entriamo e poco dopo sale sul palco Giovanni Francesca Quartet che riscalda la platea con alcuni brani tratti dal nuovo disco “Genesi”. Chiudono il set e salutano con una bella rivisitazione di Elenoar Rigby dei Beatles. Pochi minuti di pausa, il tempo di fare il cambio palco ed entra in scena lui, “il più grande chitarrista vivente” (a detta di uno del calibro di Eric Clapton). Tommy impugna subito la chitarra e apre con un pezzo di “riscaldamento” per poi piano piano tuffarsi e farci tuffare in un turbinio di note veloci e pulite, in brani più tirati alternati a ballad dalle melodie sognanti, sempre interpretati magistralmente con la sua tecnica “finger style”. Tommy, oltre ad essere un grandissimo musicista, è anche un ottimo intrattenitore e con battute e gag rende più “leggero” il set di quasi due ore. Canta anche (molto bene) qualche brano, si cimenta in un fantastico medley beatlesiano con My Michelle, When I’m 64, Day Tripper e Lady Madonna tra le altre, e si diverte ad usare la chitarra come percussione per un’improvvisazione che rimanda ai ritmi africani. Prima del bis e dei saluti finali, interpreta una bellissima cover di Chat Atkins, suo idolo e maestro, con cui ha avuto l’onore di suonare poco prima che morisse.

Suonare la chitarra sembra la cosa più facile del mondo, quando la chitarra è nelle mani di Tommy Emmanuel.

E’ questo che contraddistingue i fuoriclasse.

Matteo Caldari

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Ieri sera ho avuto la riprova di quello che da tempo tanti esperti del settore ci dicono e cioe’ che gli extraterrestri sono tra di noi…!!
Uno di questi e’ senza dubbio Tommy Emmanuel (per noi terrestri), ma chissa’ che nome avra’ su Maton Beta Alfa il suo pianeta di origine, che al Palazzo dei Congressi di Pisa stracolmo ha dato l’ennesima dimostrazione dei suoi “super poteri”.

Questo signore di 57 anni, che ha avuto i suoi natali nella terra dei canguri, ha iniziato a suonare la chitarra all’età di 4 anni e dall’età di 9 era gia’ un musicista di professione, trascorrendo gran parte della sua infanzia esibendosi in Australia con la band di famiglia, suonando la chitarra ritmica. Le collaborazioni con altri artisti di nome non si contano, la sua discografia e’ a dir poco cospicua, le esibizioni dal vivo hanno già fatto il giro del mondo diverse volte. Sebbene non abbia mai seguito un vero e proprio corso di musica formale, le sue abilità innate gli hanno procurato successo in tutto il pianeta. Così come è un maestro della chitarra, è anche un percussionista professionista, ed è conosciuto proprio per i ritmi che egli esegue sul corpo della chitarra e non solo (leggi = microfono).

Ritornando alla sua performance, il Tommy ci ha deliziato con la sua fedele Maton (a proposito il nome deriva dal connubio del nome del costruttore May e da Tone da cui appunto MATON) passando da struggenti melodie, arpeggi, virtuosismi dal tono struggente ed evocativo, a rielaborazioni di covers ed evergreen sempre caratterizzati dalla sua creatività e tecnica che rasenta il limite del paranormale.

Scherzando con amici, colleghi e parenti… (in famiglia anche il gatto non miagola ma VOCALIZZA…) ho detto piu’ volte che il signor Emmanuel ha sulla coscienza non so quante chitarre distrutte o gettate alle ortiche dopo che si torna a casa da un concerto del genere dove viene distrutta in modo definitivo la tua convinzione di saper suonare una sei corde…. ME TAPINO !!!!

Alessandro Caldari

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