RE SOLO E NON SOLO

Aldo Galeazzi 12 maggio 2012 2

Prefazione.

Non dite che non vi avevo avvertiti. All’inizio di questa nostra ODISSEA LETTERARIA avevo accennato al fatto che sarebbe stata un’avventura un po’ bislacca sia nei modi che nei tempi, infatti vi sarete accorti delle lunghe pause di riflessione…… adesso cercheremo di essere più continui (io), ma perdonate sempre il vostro scrittore/ricercatore preferito (sempre io), che per tornare nelle vostre grazie pubblicherà a puntate il libro RE SOLO, (che se volete leggerlo tutto d’un fiato potete acquistare alla Gaia Scienza per soli 10 dico dieci euri), alternandolo con le ultime dal fronte poetico e con le nostre incursioni nella più svariata letteratura, (anche inedita o “minore”). P.S. Non fatevi mancare la lettura de: LA GENERAZIONE di Simone Lenzi DALAI editore, 15 euro, c’è una piccola recensione quì su RADIO CAGE, perché oltre ad essere il libro di un nostro concittadino, (e questo non vorrebbe dire nulla), è semplicemente ottimo!

RE SOLO  I° puntata

IL TRAGUARDO È LONTANO E LA VITTORIA NON MI IN­TERESSA.

In questa corsa di cani porto il numero nove.

Nessun piazzamento quest’anno, le zampe non gi­rano più come dovrebbero e nella scodella mi toc­cano le ossa già scarnificate. La mia quotazione è alta stasera, mi danno a 64 contro 1, nessuna possi­bilità, se scommettete su di me sono soldi buttati via, il traguardo è lontano e la vittoria non mi interessa. E’ probabile che sia l’ultima volta che vedo la pista, poi toccherà alla siringa mettere a posto le cose e farmi chiudere gli occhi fino alla resurrezione di Cristo. Una signora grassa mi ha strizzato l’occhio e ha fatto correre il marito a puntare su di me, non sa­ranno certo le sue chiappe flaccide a farmi fare l’eroe del giorno, le sorprese in questo gioco non esistono. Siamo sulla griglia di partenza, questi ba­stardi drogati marci si faranno scoppiare occhi e cuore intanto che inseguono una volpe di plastica che li fa correre sulla pista dei desideri degli altri. A me non danno più neanche le bombe, non ne vale la pena.

Alla prima curva ho otto lunghezze di vantaggio sul gruppo, dieci sul favorito, sul rettilineo opposto al traguardo ho sei lunghezze e posso amministrare, sono sulla seconda curva che prendo larga vicino alle tribune. Ottocento metri dall’arrivo, dritta finale, è da lì che salto sulla tribuna centrale, credo d’essermi rotto una caviglia sullo steccato, ma ugualmente sono riuscito ad addentare la faccia di uno degli inservienti, immagino le bestemmie della cicciona intanto che il sangue mi inonda la gola. No amico finché non verranno ad abbattermi non mol­lerò la presa, non c’entri niente tu? Neanche io c’entravo niente, ci hanno incastrato tutti e due e non c’è proprio nessun ufficio reclami per questo genere di cose. Forse tu un giorno potrai tornare a vendere lattine scadenti in questo luna park per poveracci straccioni, ma io ho finito la corsa, lo starter non mi vedrà più ringhiare contro la rete metallica. Sai che quando ti sparano le mandibole rimangono bloccate?

 

2 commenti »

  1. Gabriele Nannetti 26 maggio 2012 alle 00:49 - Reply

    Penso sia il primo racconto con protagonista un cane da corsa che abbia mai letto… di certo un tema piuttosto originale.

    Nonostante disapprovi la violenza (sui cani come sugli altri animali, uomo compreso) devo dire che mi è nata subito un’istintiva empatia con la bestiola, e quindi ho provato una certa soddisfazione anche quando ha sbroccato.

    Un bel lavoretto comunque, ben costruito e funzionante sotto tutti gli aspetti

    • Aldo Galeazzi 27 maggio 2012 alle 00:34 - Reply

      …il nostro amico poi ha mollato la presa, è sgattaiolato fuori da un cancello e nessuno l’ha visto più. C’è stato un periodo però, in cui mi arrivavano strane cartoline senza scritte e senza mittente da San Diego, placidi panorami diurni vista mare…

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