Le magie non bastano… Livorno-Juve Stabia 2-2

Alessandro Paroli 31 dicembre 2012 0

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Sperare di passeggiare con la Juve Stabia, dopo l’exploit con il Sassuolo era impensabile. Soffrire contro Danilevicius e compagni era abbastanza probabile; le Vespe campane si sono dimostrate odiose avversarie come gli omonimi insetti e hanno costretto il Livorno a chiudere questo positivo 2012 con un 2-2 denso di emozioni.

Senza Luci e Paulinho (sono mancati eccome) Nicola getta nella mischia Salviato e Dionisi, per l’occasione capitano, spostando Schiattarella in mezzo al campo. L’allenatore della Juve Stabia Braglia deve rinunciare ad Acosty (operato per un’ernia) e a Genevier (ex amaranto, ma soprattutto ex Pisa..), ma schiera l’ex Danilevicius (applauditissimo al Picchi, anche al momento della sostituzione), a segno 7 volte in questo campionato . Gli amaranto si dimostrano allergici alla prima frazione di gioco e non creano quasi mai pericoli dalle parti del portiere Nocchi (livornese di Rosignano); l’azione più pericolosa dei primi 43′ minuti di gioco nasce proprio dai piedi del lituano Tomas, che triangola con Cellini mandandolo in porta: Fiorillo è super e salva il Livorno. Al 44′ minuto la prima svolta del match. Belingheri calcia lungo per un defilatissimo Dionisi che ha spazio e si invola verso l’area; la giocata dell’attaccante amaranto è straordinaria: prima si porta a spasso due avversari con una finta a rientrare e poi, da posizione defilatissima, inventa un pallonetto da cineteca che beffa Nocchi fuori dai pali.1-0 per il Livorno al rientro negli spogliatoi e partita che sembra in discesa.

I primi venti minuti della ripresa sono da incubo per gli amaranto: dopo 40 secondi sugli sviluppo di un calcio di punizione la Juve Stabia agguanta il pareggio con Cellini, pescato in area tutto solo. Al 16′ ancora combinazione Danilevicius-Cellini che sfiora il vantaggio; 1-2 che arriva al 22′ quando Schiattarella ferma con la mano in area l’azione delle Vespe sulla sinistra. Rigore trasformato da Dicuonzo e partita che ora è tutta in salita. Ma il Livorno si sa, non muore mai, si nutre della sofferenza e si esalta nella difficoltà: punizione corta di Belingheri per Siligardi che non ci pensa nemmeno un secondo e da 25 metri spara (nel vero senso della parola, lui non tira.Spara) un missile che porta via tutto, portiere e paura. Esplode anche il pubblico che annusa una nuova remuntada. Ancora Siligardi in gol, ma la (maledetta) bandierina si alza a strozzare l’urlo in gola; dopo è Nocchi show (non è una battuta), prima su Dell’agnello e poi su Dionisi, che a pochissimi secondi dal termine si fa murare da Figliomeni. Triplice fischio, 2-2 finale, 1 buon punto per chiudere questo intenso 2012, anche se lo schiacciaSassuolo e il Verona hanno ripreso a correre. Ora un mese di meritato riposo, poi tutto d’un fiato fino a maggio. Il Livorno c’è. Il Livorno ci sarà.

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