“Thony” al The Cage, Live report

Gabriele 12 febbraio 2013 1

loreni

I fiori sbocciano con la neve al The Cage Theatre. Da sopra il palco la primavera soffia forte come il vento di libeccio ma sono le parole che spettinano i pensieri mentre la musica avvolge tutti dentro un dolcissimo abbraccio. Questa è la sensazione che mi porto a casa dopo una serata davvero particolare mentre scendo con la macchina tra le mani della città che sembra sospirare e non ci sono rumori attorno ma solo l’eco di un concerto appena concluso che mi accompagna fino a casa. Ad aprire la serata è Sara Loreni che qualcuno aveva già avuto modo di apprezzare durante l’ultima edizione del Premio Ciampi ed inizia così un viaggio musicale in loop station verso terre inesplorate, molto apprezzato dal pubblico in sala. Un percorso tortuoso, sperimentale quello della musicista nata a Parma che propone testi scritti sia in francese che in italiano.L’atmosfera si è già scaldata, Sara saluta, il pubblico applaude e poi resta in attesa della cantautrice siculo-polacca tornata finalmente a Livorno dopo il suo esordio cinematografico firmato da Paolo Virzì con “Tutti i santi giorni” tratto dal libro di un altro nostro concittadino, il cantante dei Virginiana Miller, Simone Lenzi.
Thony sale sul palco accompagnata da quattro musicisti con la “M” maiuscola, lei sembra una farfalla con la chitarra, una voce versatile tra blues e jazz che in Italia non ha paragoni ed esordisce con le canzoni contenute nel suo ultimo lavoro “Birds”.
Una serie di piccoli gioielli “Quick steps”, “Paper cup”, “Near to zero”, “Sam”, c’è un filo sottile che pare unirla a questa città, una complicità che va al di là del film perchè in un certo senso Thony è la ragazza della porta accanto che da sola e senza usare corsie preferenziali (lasciatemelo dire, alla faccia degli squallidi show televisivi) è riuscita a farsi strada e pubblicare questo bellissimo disco.
La faccia angelica, un bicchiere di chissà cosa, alcuni scambi di battute con il pubblico, l’augurio di trovare (prima o poi) quello che ognuno di noi va cercando. “Promises” è un’altra carezza poi il bis e il saluto finale.
Qualcuno a fine concerto continua ad applaudirla, la chiamano e lei torna sul palco cercando di improvvisare qualcosa, sorride e verrebbe la voglia di trattenerla lassù con lo sguardo.
Stavolta i saluti sono veri e Thony esce di scena. La sala offre altra musica che però non mi va di ascoltare, mi incammino verso l’uscita con un calore interiore in grado di reggere l’urto dell’era glaciale. L’alba inciampa su sé stessa,la superstrada mi sbatte in faccia le apuane innevate. “Flowers blossom” alla radio, una luce paradisiaca circonda i pensieri silenziosi mentre le note posandosi dolcemente sul petto, mi regalano un sorriso che viene da lontano.

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  1. Lucy 12 febbraio 2013 alle 16:22 - Reply

    bellissimo articolo…condivido pienamente…

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