“Paulo” e “Dio”, scacciafantasmi di professione.

Alessandro Paroli 25 febbraio 2013 0

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Cominciare una settimana di fuoco (3 partite in 7 giorni) con una vittoria era fondamentale. Ferito e stordito dal doppio schiaffo Empoli-Modena, il Livorno aveva estremo bisogno dei 3 punti su un campo ostico come il Tombolato di Cittadella (sia Sassuolo che Verona erano tornati a casa con 0 punti). Morale e classifica, binomio inscindibile per chi lotta per un posto nel Paradiso del calcio: chi si ferma è perduto. Vince il Sassuolo a Vicenza, vince il Verona in casa con il Varese. Vincono gli amaranto 2-0 con il Cittadella: firmato Paulinho e Dionisi; e chi sennò?

Il mister amaranto Nicola disegna un Livorno inedito, non tanto nel modulo quanto negli interpreti: ancora Mazzoni in porta, debutta lo svizzero Decarli al posto di Bernardini. Tira il fiato anche Gemiti, al suo posto viene alzato sulla linea mediana Lambrughi, mentre il rientrante Schiattarella agisce dietro le due punte, sostituendo Belingheri. Il Livorno non si sforza più di tanto, colpisce un palo con Dionisi e attende l’errore del Cittadella per affondare il colpo; Mazzoni è provvidenziale in due occasioni, respingendo i tentativi di Minesso (sul secondo il portierone amaranto è miracoloso). La forza della grande squadra si vede anche in queste situazioni: perché al secondo tentativo (dopo il palo) gli amaranto passano. Bella combinazione Dionisi, Schiattarella che trova Paulinho liberissimo in area che non può davvero fallire. 1-0. Passano 13 minuti, ancora quei due là davanti a far impazzire la retroguardia cittadellese. Il Tombolato si stropiccia gli occhi nel vedere l’uno due della coppia d’oro amaranto, velo di Paulinho per Dionisi che non ci pensa due volte a servire di nuovo il brasiliano in profondità; il 9 amaranto viene steso da Coly, a un passo dalla porta: rigore e Cittadella in 10 uomini. Dionisi ringrazia, firma lo 0-2 e “ghiaccia” la partita. Il secondo tempo è pura accademia per il Livorno che controlla il risultato, senza sprecare energie. Domani si torna in campo, al Picchi scende il Crotone reduce dalla sconfitta interna con la Ternana; i calabresi non godono di buona classifica (30 punti), un solo punto li separa dalla zona “calda”. A Livorno potrebbero bruciarsi, saranno agguerritissimi. Chi si ferma è perduto.

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