Ciao Sassuolo, è stato bello finché è durato.

Alessandro Paroli 1 marzo 2013 0

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Ho aspettato oggi a scrivere l’articolo sulla 28esima giornata di SerieB perché all’appello mancava il Verona di Mandorlini. Il  Verona sta scappando, è scappato (complimenti al livornese Pavoletti, subito in gol dopo la sospensione) con la passeggiata in casa dell’Ascoli: gli uomini di Di Francesco giocano a meraviglia, si divertono e divertono. Hanno spaccato il campionato allungando a più 10 sul Livorno, a più 11 sul Verona e addirittura a più 18 sula Varese, quarto. Difficile che possano dilapidare un simile vantaggio, ma non si esclude niente. Come detto il Verona: vince e convince a Bari (doppietta di Martinho, gran bel giocatore), dopo lo scontro diretto vinto con il Varese, e agguanta gli amaranto di Nicola. Che perdono tra le mura amiche con un Crotone che fa un bel balzo fuori dalla “zona calda“; partita a senso unico, con il Livorno che predica tantissimo, ma razzola pochissimo. Ancora assenti dalla formazione titolare due giocatori fondamentali come Luci e Siligardi; e soprattutto del primo si sente tanto la mancanza, perché Duncan e Gentsoglou sono bravi, ma insieme un po’ troppo confusionari. Per quanto riguarda Siligardi il discorso è diverso: Paulinho e Dionisi sono una coppia straordinaria e lo si vede anche nei momenti bui come questi. Certo che il genio, la sfrontatezza e l’illuminazione improvvisa di Siligardi mancano eccome. Paulinho continua a segnare e fisicamente sembra quello più in palla; ed è sempre il brasiliano che colpisce due legni clamorosi che gridano ancora vendetta. Livorno anche molto sfortunato in questo periodo; ma certo non ci si può creare alibi inutili dietro il “però gli infortuni..” , “però i pali..” sennò si fa la fine del PD. Così succede che un rigore a fine primo tempo (abbastanza dubbio) e una ripartenza nel secondo tempo puniscano gli amaranto oltre i propri demeriti, lasciando al Crotone l’intera, insperata posta. I calabresi hanno giocato ai limiti della sportività, perdendo tempo i tutti i modi possibili e calciando in tribuna ogni pallone si avvicinasse all’area del proprio portiere. Il Livorno, se ancora non lo avesse capito, deve rassegnarsi e prepararsi ad affrontare squadre sempre più in trincea; è altamente improbabile che di qui alla fine si vedranno compagini pronte a giocarsela in maniera spregiudicata sul terreno del Picchi. Del resto gli uomini di Nicola sono sempre la seconda forza di questo campionato. Campionato che entra nella fase calda, perché siamo a metà girone di ritorno e perché le prossime 4 partite, il Livorno se le giocherà fuori casa: Spezia, Reggina in casa, Verona e Cesena. Dopo aver perso 3 gare nelle ultime 4, non è male come prospettiva. Inutile dire che le partite vadano affrontate una alla volta, senza pensare ossessivamente al big match del 16 Marzo contro gli scaligeri di Mandorlini, perché altrimenti si rischia di arrivare a quella sfida sotto di diversi punti. Sono pienamente convinto che l’ottimo Nicola riuscirà a stimolare e caricare i suoi giocatori nella maniera giusta: ci vuole grinta, coraggio, cervello. Il Livorno è in ballo. Deve ballare.

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