Poteva essere un’ira di Dio(nisi).E’ finita in beffa.

Alessandro Paroli 11 marzo 2013 1

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Beffa: “Azione diretta a deludere clamorosamente o a schernire qualcuno in seno a una comunità..”. La definizione che si trova sul dizionario della parola beffa rende bene la sensazione del popolo livornese ed è la massima sintesi del pareggio pirotecnico (3-3), consumatosi al Picchi tra Livorno e Reggina. Non è per il pareggio che il termine beffa rende l’idea, né per i tanti gol e nemmeno più di tanto per la rimonta che gli amaranto hanno subito. Quanto piuttosto per come è avvenuta. Se ci si aggiunge poi, che il Verona vince a Grosseto e che il Sassuolo sbanca Varese (3-4), il quadro è completo.

Periodo strano per il Livorno che vive di pericolosi alti e bassi: bene lontano dal Picchi, malino tra le mura amiche. L’unica certezza che il mister Nicola ha prima di assistere alle partite dei suoi è che non potrà schierare la formazione titolare; il filo conduttore di questo momento sono gli infortuni. Abbiamo già detto dello sfortunato Siligardi che tornerà solo la prossima stagione; ieri oltre a Luci e Gemiti, si sono aggiunti Mazzoni e Gentsoglou. E’ proprio l’infortunio del portiere labronico che ha fatto accelerare il rientro (dopo l’infortunio di Empoli) di Vincenzo Fiorillo, protagonista suo malgrado, della partita. Chiariamoci: le partite non si perdono, non si pareggiano e non si vincono per meriti o demeriti di un singolo. La grande squadra deve essere più forte dei torti arbitrali, superiore alla malasorte e alla giornata storta del proprio portiere. Fatta la premessa, è giusto dire che Fiorillo ha dato una bella mano (anzi due, anzi tre) alla Reggina di Dionigi che pericolosa, fatta eccezione per i tiri da lontano, non lo è mai stata. Bene il Livorno, che dopo essere andato sotto nel primo tempo non si è scomposto caricando a testa bassa i calabresi: rigore di Dionisi, zampata di Paulinho, sinistro velenoso ancora di Dionisi. Sono la “coppia più bella del mondo” e stanno trascinando la squadra rimasta orfana del genio mancino di Siligardi: che Qualcuno ce li preservi. La partita sul 3-1 sembrava in ghiaccio e il Livorno avrebbe potuto dilagare con Duncan (fisicamente superiore), che in un paio di occasioni non ha sferrato il colpo decisivo; di qui lo psico dramma sportivo si è verificato in pochi minuti senza che il pubblico, i giocatori e soprattutto Fiorillo riuscissero a realizzare. 3-3 finale, che vale come una vittoria per la Reggina, alla dodicesima rimonta stagionale, mentre l’amaro in bocca per gli amaranto è duro da mandar via. Nicola, a fine gara nel consueto “cerchio magico”, ha suonato la carica, stringendo i suoi soprattutto attorno a Fiorillo: gli amaranto usciranno da questa strano andamento casalingo solo con la forza del gruppo, nessuno escluso. Sarebbe un delitto disunirsi proprio ora e un regalo troppo grande fatto agli avversari, che pure sono agguerriti, come detto. Venerdì sera, nemmeno a farlo apposta, arriva il big match: Verona-Livorno, con gli uomini dell’ “amico” Mandorlini che si sono portati a -2 dagli amaranto. Non sono un allenatore di calcio e so per certo che Nicola saprà come preparare al meglio la partita, ma credo che andare a Verona sperando di non prenderle, leggi un pareggio, non pagherà. A volte attaccare è il miglior modo per difendersi.

Un commento »

  1. Franco 11 marzo 2013 alle 10:49 - Reply

    non sono pessimista ma ho la sensazione che sia difficile digerire i 2 punti buttati in una partita “chiave” secondo me come quella con la Reggina.
    un vero peccato, andare a Verona con 4 punti di vantaggio era tutta un’ altra cosa.
    comunque spero tanto di essere smentito e fare un partitone a Verona riprendendoci il maltolto!
    FORZA RAGAZZI!

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