Nel segno di Paulinho

Alessandro Paroli 23 aprile 2013 0

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Vicenza, Ternana, Brescia e Sassuolo. Ecco le quattro “finali”, come va di moda chiamarle ora, che decideranno la sorte del Livorno: promozione diretta in serie A oppure lotteria dei play off. E’ ancora tutto in bilico, ogni giornata cambia qualcosa; sintomo di grande equilibrio, soprattutto fra le prime tre della classe.

Quello appena trascorso è stato un fine settimana decisamente positivo per i colori amaranto: vittoria 3-0 nel derby con il già retrocesso Grosseto e sconfitta delle due squadre che vanno a ruota di Verona e Livorno. Ovvero l’Empoli, che cade sul campo dello Spezia; e (sorprendentemente) il Novara, che dopo sei vittorie consecutive, perde tre punti preziosi nella sua rincorsa contro un Modena, ben risollevato dall’ex amaranto Novellino: le fatiche in terra labronica devono aver pesato sulle gambe dei piemontesi, che più in generale rischiano di pagare lo scotto (e la stanchezza) di una rimonta che ha già i tratti del miracolo. Da una tripletta all’altra,dunque; dopo le tre sberle rifilategli dallo scatenato Seferovic, il Livorno arma il suo giocatore più prolifico e fa festa. Paulinho sale a quota 19 reti in campionato, segnando una tripletta d’autore: attaccante pronto per il grande salto, lo ribadisco. La serie A è un’altra vita, siamo d’accordo, ma il brasiliano ha i numeri, il carattere e la serietà per iniziare questa “nuova vita”; inoltre ha fatto la gavetta vera: arrivato a Livorno appena diciottenne, segnalato a Spinelli da un momento del calcio brasiliano quale Branco, veniva un po’ canzonato per quel nome buffo. Paulo Sergio Betanin, detto Paulinho. Si intravedevano le qualità, ma la concretezza era un miraggio e il giovane “Paulo” era chiuso dai vari Lucarelli, Diamanti, Tavano. Non se n’è fatto un cruccio ed è andato a giocarsela a Grosseto, anche se il segno lo ha lasciato nella seconda esperienza lontano dai quattro mori: a Sorrento in LegaPro, due stagioni, 62 presenze e 39 gol. E’ tornato all’ovile nell’estate del 2011, chissà se l’estate del 2013 se lo riporterà via.

Sabato sarà Livorno-Vicenza, occasione, detto molto sinceramente, da non sprecare. I veneti sono squadra temibile (all’andata gli amaranto si salvarono con una super remuntada) e invischiata nelle sabbie mobili che portano verso il basso, ma la differenza è troppa per non farla valere. Senza guardare nell’orto del vicino, il Livorno è padrone del proprio destino.

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