“Vincere non è importante, ma è l’unica cosa che conta”

Alessandro Paroli 17 maggio 2013 0

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Voglio iniziare questo articolo con un paio di domande: esiste qualcuno che avrebbe potuto prospettare un finale di campionato di serie B più avvincente di così? E ancora. Che l’ultima giornata della stagione vedesse opposte rispettivamente la prima contro la terza, la seconda contro la quarta, e la sesta contro la settima? Bisogna ammettere che anche a voler far coincidere tutto artificialmente, non ci si sarebbe riusciti meglio.

Verona-Empoli e Brescia-Varese saranno match infuocati ma che in qualche modo potrebbero anche non essere decisivi: nel primo gli uomini di Mandorlini cercheranno di consolidare il secondo posto che vorrebbe dire promozione diretta in serie A, attendendo le notizie provenienti da Modena che potrebbero consacrare gli scaligeri campioni del torneo; l’Empoli, da parte sua, avrà un compito ingrato. Fare risultato per sé e per le altri aspiranti candidate ai play off: vincendo al Bentegodi, gli azzurri di Sarri garantirebbero, senza possibilità di alternativa, lo svolgimento dei benedetti spareggi; play off che si completeranno dell’ultima pretendente dopo il match che vedrà opposte Brescia e Varese, in uno dei tanti derby lombardi.

Discorso a parte merita la sfida del Braglia tra la capolista Sassuolo e il Livorno, attualmente terzo in classifica; non solo per motivi di partigianeria, ma la partita avrà un sapore particolare. Da lì passeranno le sorti di un campionato intero e di almeno 7 squadre; non ci nascondiamo dietro un dito: agli amaranto tocca il compito più arduo. Empoli, Verona e Sassuolo hanno almeno 2 risultati utili su tre: gli azzurri, in caso di non vittoria livornese, riuscirebbero a far disputare i play off anche perdendo a Verona. Per il Livorno questo lusso non esiste: vincere è l’unica parola contemplata. Altrimenti i ragazzi di Nicola finiranno nel calderone,mai amato da queste parti, dei play off; da una parte, come detto, l’impresa è durissima, perché se è vero che il Sassuolo pare aver dimenticato come è arrivato a 82 punti, è vero anche che la squadra di Di Francesco rimane una corazzata, piena di giocatori che risolvono le partite in pochi attimi. Il risvolto della medaglia ci dice che il Livorno esce galvanizzato da una prestazione show contro il Brescia; che il Livorno non potrà fare calcoli e dovrà per forza gettare il cuore oltre l’ostacolo nero verde. Non dovrà pensare, come fanno in molti invece (purtroppo), a “biscotti” e “torte” varie provenienti da Verona, visto che una sua non vittoria lo autoescluderebbe qualsiasi risultato giunga dagli altri campi.

Insomma di carne al fuoco ce n’è a sufficienza per un sabato ad alta tensione, pane degli sportivi ambiziosi. Sicuramente ambizioso è il mister Nicola: qualcuno venerdì sera, dopo il trionfo contro il Brescia, ha storto il naso o si è addirittura arrabbiato con l’allenatore amaranto che non voleva essere portato in trionfo sotto una curva Nord (splendida), agghindata a festa. Ma io, Nicola, lo capisco e lo appoggio; sono convinto che anche a lui sarebbe piaciuto festeggiare davanti ad una città intera che lo acclamava, che anche a lui sarebbe piaciuto urlare e cantare per i suoi tifosi. Ma Davide Nicola, oltre che ambizioso, è pragmatico, realistico e sa che la contesa non è finita, manca l’ultimo gradino. Perché Nicola sa che perdere il treno della promozione diretta sarebbe una mezza delusione, dopo tante fatiche e dopo aver spremuto a dovere i suoi. Perché Nicola sa che il trionfo, quello vero, lo si otterrà solo se i suoi ragazzi faranno proprio un motto di un celebre ex calciatore italiano: “Vincere non è importante, ma è l’unica cosa che conta.”

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