Una notte da leoni

Alessandro Paroli 1 giugno 2013 0

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Ci siamo arrivati, finalmente. Ne manca una sola e sarà quella più importante, quella decisiva: domenica sera sapremo se il Livorno la prossima stagione giocherà in serie A, o dovrà accontentarsi di partecipare alla serie cadetta.

Per tutta la stagione ho ripetuto che né gioire né abbattersi eccessivamente sarebbe stato salutare, perché la serie B è ormai  un campionato lungo, dispendioso e pieno di sorprese. Io stesso non avrei scommesso un centesimo su una promozione così faticosa per il Sassuolo, avvenuta solo all’ultima giornata proprio contro gli amaranto. Già, Sassuolo-Livorno. Trasferta a Modena; finalmente una curva ospiti come non si vedeva da tempo; un tifo straordinario, ordinato, colorato, cantante. E’ forse anche per questo motivo che per chi c’era (come chi scrive) la delusione è stata ancor più cocente.

Il crollo psicologico a quel punto era dietro l’angolo, con l’inizio dei play off che incombeva subito dopo il ritorno triste da Modena; i giocatori non si sono persi d’animo, sostenuti dalla società e da quel gran personaggio che è l’allenatore Davide Nicola. Gli amaranto non hanno certo brillato, soprattutto nella semifinale contro il Brescia di Calori, ma hanno saputo sempre rialzarsi da una situazione difficile come quella dello svantaggio di un gol. Hanno saputo soffrire, che è dote peculiare delle squadre mature. Doppio 1-1 che ha proiettato il Livorno in finale, in virtù della migliore classifica alla fine della stagione regolare; è stato per due volte Paulinho, giocatore simbolo di questa stagione e prossimo partente per altri lidi, a salvare gli amaranto. Lo stesso punteggio ha sancito la prima delle due finali che vede opposto il Livorno all’Empoli: 1-1 al Castellani, maturato dopo un primo tempo a tinte azzurre timbrato dal meritato vantaggio dell’ex Tavano; ed un secondo tempo decisamente colorato di amaranto suggellato dal bolide esploso dal piede mancino di quel diavolo di Duncan.

Un risultato che, visto il precedente con il Brescia, farebbe pesare dalla parte livornese la bilancia del pronostico. Amaranto con due risultati su tre, empolesi costretti alla vittoria. Io non mi fido: non solo perché l’ottima squadra di Sarri ha messo in difficoltà in tutti i confronti gli amaranto di Nicola, ma anche perché questa vigilia è stata caricata (e non poco) dalla querelle sul caso Saponara-Regini. Convocati da Mangia per la spedizione europea dell’ under 21, i due calciatori, secondo quanto previsto dalle regole federali, avrebbero dovuto saltare la finale di ritorno per unirsi alla squadra in partenza per l’Israele; i due gioiellini di casa Empoli, però, hanno ottenuto una deroga molto, molto speciale (che non fu concessa a Candreva in maglia amaranto nel 2009) e saranno regolarmente del match. Io dico meglio così. No, non è masochismo. E’ consapevolezza dei mezzi di questo Livorno, che ci siano o no Saponara e Regini.

La serie A è lì, il Livorno se la merita più di qualunque altra squadra ma l’Empoli farà di tutto per toglierla dal sotto il naso dei sedicimila dell’Armando Picchi: ci vorrà una notte da leoni. Aprite le gabbie.

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