Kino recensioni #5: “E ora dove andiamo” di Nadine Labaki

Elisa Rapini 9 agosto 2013 0

e ora dove andiamo

La rassegna dedicata alle donne registe, organizzata dall’associazione Kinoglaz, è tornata in Medio Oriente, con una vivace e spiritosa commedia diretta dalla libanese Nadine Labaki, al suo secondo lungometraggio. Protagoniste di questa commedia sono un gruppo di donne e la capacità, spesso femminile, di superare i conflitti smorzando i toni e limando le ragioni dello scontro. Il film, infatti, racconta di un gruppo di donne che si coalizza e architetta una serie di piani per distrarre mariti, figli e fratelli dal continuare un conflitto tra la fazione musulmana e quella cristiana che insanguina da tempo il villaggio, e lo stato intero.

Le paladine portate in scena da Nadine Labaki, regista e anche interprete, non lesinano stratagemmi più o meno ortodossi come la simulazione di un miracolo, rilassanti biscotti all’hashish o ancora ammalianti ballerine dell’est. Facile intuire che sono garantiti centodieci minuti di acuta comicità. L’ironia è tuttavia sempre sospesa, instabile, accompagnata dalla minaccia, che nonostante i tentativi di pacificazione, il villaggio ripiombi nella violenza del conflitto. E non mancano i momenti altamente drammatici.

Del paese in cui sono ambientate le vicende non si danno mai informazioni specifiche, è piuttosto un luogo rappresentativo delle molte realtà in cui i conflitti religiosi ed etnici minano la libertà e il progresso della società. Tra una battuta e un musical nella melodiosa lingua araba, Labaki parla indirettamente del suo Libano e della lunga guerra civile che ha insanguinato il paese tra il 1975 e il 1990; uno scontro politico e religioso che solitamente è stato rappresentato dal cinema libanese nella sua realtà urbana e che Labaki, invece, mostra anche come proprio delle località minori e dei villaggi interni.  Questa dissacrante commedia è un sentito appello all’umanità e ai sentimenti religiosi più profondi, estranei ad un arroccamento cieco al proprio credo di appartenenza; la relativizzazione delle differenze religiose si concretizza nel film in un geniale e imprevedibile rovesciamento dei ruoli.

Non anticipandovi altro vi informo che stasera l’Arena Ardenza proietta un altro film da non perdere, Viva la libertà di Roberto Andò tratto dal suo romanzo Il trono vuoto, un ironico e pungente ritratto della vita politica del nostro paese; il pdf del programma completo fino a settembre lo trovate qui: http://kino-desse.org/wp-content/uploads/2013/08/Ardenza-Kinoglaz-2%C2%B0-PARTE-2013-DEFINITIVA.pdf

Elisa Rapini

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