Missione impossibile?

Alessandro Paroli 31 agosto 2013 0

amaranto-275x16011

“Quando non gioca contro di noi, io tifo sempre per il Livorno.” Chi l’ha detto? Diamanti o Chiellini? Nessuno dei due, bensì “capitan futuro” Daniele De Rossi. E’ noto ai più il motivo: il padre Alberto ha vestito per tre stagioni la maglia amaranto, proprio nei primi anni di vita del figlio Daniele. Nella prima giornata del campionato di serie A, Livorno e De Rossi si legano a doppio filo, nuovamente. Si, perché va bene il romanticismo; vanno bene i ricordi e gli amarcord; poi però in campo, giustamente, il professionismo e la caratura del giocatore romano e romanista sono venuti fuori, e per i colori amaranto son stati dolori.

L’impatto con la serie A, dopo tre anni di B, è stato per i ragazzi di Nicola traumatico: all’Armando Picchi è scesa un delle “sette sorelle” del nostro campionato: la Roma, del neo tecnico Garcia. Spavaldi, un po’ arroganti, consapevoli delle proprie immense qualità, i giallo rossi hanno dominato la partita, senza se senza ma; non sono stati irresistibili, considerato che il Livorno per l’intero primo tempo ha retto bene l’urto. Ma si vedeva che il fortino comandato da un superlativo Bardi non avrebbe retto a lungo: troppo timorosi alcune pedine fondamentali, leggi Greco, Duncan e Paulinho; presente nella formazione ma assente nei fatti Belingheri, stritolato dal sontuoso palleggio del trio De Rossi-Pjianic- Totti. Il colosso ritrovato Maicon ha macinato il povero Gemiti, che si è visto sostituire al 30′ del primo tempo dal giovane M’Baye, più corridore. Unico a salvarsi per grinta e sacrificio, oltre il già citato Bardi, è stato il solito Schiattarella. Quando poi, a ripresa iniziata, la Roma ha deciso di “addentare” la preda ci ha messo appena due minuti per “uccidere” la partita: prima De Rossi e poi Florenzi, Cori de Roma. 0-2, De Sanctis neanche sudato e via con i rimpianti per un mercato non all’altezza della categoria. E’ la serie A, bellezza: tutti la vogliono, ma poi non tutti sanno come starci. Il presidente Spinelli ha dimostrato di saperlo fare, quindi la fiducia rimane invariata.

Anche perché mentre scrivo, qualcosa è cambiato nella rosa amaranto: sono arrivati Emeghara (attaccante), Rinaudo (difensore), Biagianti e Mosquera (centrocampisti). Con Bernardini che se ne va al Chievo, di qui a lunedì dovrebbe vestirsi d’amaranto il difensore Coda. E, speriamo, un esterno sinistro e un altro attaccante. Il bomber dell’Atalanta Ardemagni, tanto nominato, sarebbe la ciliegina di un mercato che comunque di giocatori nuovi ne ha portati.

Ultima considerazione. Anche arrivassero tutti i giocatori sperati, il Livorno rimarrebbe  comunque, una delle compagini a dover sudare di più per conquistarsi la salvezza. Detto questo, concedetemi una piccola polemica: santi, santini e santoni pallonari danno il Livorno come ultra spacciato; già retrocesso a dicembre (possibilmente anche a novembre). Meglio così, dico io. Che Nicola lavori nell’ombra, anzi sotto terra. Che magari il Livorno non riemerge mai, ma se riemerge..sai che ridere.

 

P.s. Domenica sera ci sarà Sassuolo-Livorno. Tre mesi e mezzo fa, era l’ultima giornata di serie B. Oggi, la seconda di A..meglio no?

Lascia un commento »