Una freccia nell’arco amaranto

Alessandro Paroli 24 ottobre 2013 0

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Calma. E gesso. Terza sconfitta di fila per il Livorno e il polso della tifoseria, in città, trema: ” Questi tre punti erano fondamentali..” “Queste sono le partite che bisogna vincere..”. Tutto vero, tutto giusto, ma non si può, secondo me, prescindere da una considerazione fondamentale: gli amaranto giocano a calcio. E a tratti lo fanno proprio bene. Certo non ci si salva con il bel gioco, ci si salva con le vittorie, anche 1-0, anche 2-1 al 96′. Ahia! male fa il coltello nella piaga fresca; male ha fatto il rigore di Nicola Pozzi.

Sembrava una partita in ghiaccio con il Livorno mezzo contento per aver trovato il pareggio al 92′ con Siligardi e una Samp, no contenta, ma euforica per aver strappato (nel vero senso della parola) un punto al Picchi, non facendo praticamente nulla. E invece una “pallaccia” dell’ultimo secondo, un fallaccio (nel senso di inutile) di Luci e la frittata è servita. Un pugno di mosche per gli amaranto, addirittura 3 punti per i blu cerchiati, senza, mi ripeto, fare nulla. Beati loro, a noi, questo tipo di magie, non riescono. Ma siccome non crediamo, o almeno chi scrive non crede nella magia nera che guida le squadre di calcio, il Livorno raccoglierà ciò che sta seminando, grazie al lavoro instancabile del suo timoniere Davide Nicola.

Comunque, una nota ultra positiva nella dannata partita di domenica scorsa c’è stata. Della ben nota carenza sulla fascia sinistra si è tanto parlato, dell’insostituibilità di Emerson al centro della difesa pure. Poco si era detto di un attacco, che con Paulinho ed Emeghara miscela senso del gol, pressing asfissiante e sacrificio ma che manca di una caratteristica a volte fondamentale: l’imprevedibilità. La giocata, il guizzo, il dribbling che crea l’inaspettata superiorità numerica: tutte queste qualità hanno un nome solo: Luca Siligardi. E’ tornato a segnare, ad esultare, anche se l’urlo si è poi strozzato in gola; ma si sa, per un attaccante è fondamentale sentire la vibrazione che arriva dalla rete che si gonfia. La freccia è tornata. Basta saperla scoccare.

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