“Spring Awakening”: la nostra recensione

Elisa Rapini 28 ottobre 2013 1

spring tour

 

di Elisa Rapini

Magnifico debutto di Spring Awakening accolto da lunghi e ripetuti applausi al teatro Goldoni.

Una scelta coraggiosa quella della compagnia Todo Modo Music All di portare in scena un musical dal passato importante: nel 1891 il drammaturgo tedesco Frank Wedekind sfidò la società borghese puritana dell’epoca con un’opera teatrale anticonformista e provocatoria sullo sviluppo adolescenziale e sulla scoperta della sessualità, andando incontro ad una prolungata censura e a forti critiche. Nel 2007 dall’opera fu tratto il musical Spring Awakening, che esordì a Broadway ottenendo molti consensi e svariati premi.

Mercoledì scorso è iniziata da Livorno la tournée che porterà per la prima volta in Italia questo “risveglio di primavera”.

Della versione nostrana di questo musical colpisce la bravura dei giovani attori vitali, contagiosi, dalle voci potenti e dai timbri caldi; emoziona poi particolarmente la scelta musicale di suonare e dirigere dal vivo dando ampio spazio ai virtuosismi di un quartetto d’archi ben inserito nel genere rock del musical.

«L’opera più politica che si potesse introdurre nel mondo abbastanza impaludato dello spettacolo d’intrattenimento italiano»: con queste e altre parole, il direttore artistico Pietro Contorno ha presentato il musical nell’interessante intervista che è possibile ascoltare qui.

Spring Awakening infatti accosta all’energia e alla trascinante emotività, proprie del musical, tematiche delicate come il suicidio giovanile, l’omosessualità, la violenza sui minori, e porta in scena tutte le facce dell’adolescenza, a volte con una spassosa franchezza, altre con triste drammaticità.

Negli spettatori scatta subito una certa simpatia per il giovane ribelle che con intelligenza mette in discussione tutte le verità impostegli dall’alto, e un dolce sorriso nei confronti del più fragile, il ragazzo impacciato in preda a “sconvolgenti” sogni di lunghe gambe di donna.

La drammaturgia, nonostante la nostra società si sia ormai emancipata dall’omertà e dalla reticenza della realtà tardo ottocentesca, rimane fortemente attuale se si considerano le discriminazioni di genere e quelle connesse all’orientamento sessuale, ancora molto diffuse; per i non più adolescenti, numerosi in sala forse più dei giovanissimi, la storia suona anche come richiamo alla necessità di progredire ulteriormente verso un confronto paritario e onesto tra generazioni. Tra The bitch of living e un corale bla bla bla urlato agli adulti si consuma la rabbia di questi adolescenti che puntano il dito (anche il medio) contro ogni forma di perbenismo.

(le date del tour su www.springawakening.it)

Un commento »

  1. LAURA 30 ottobre 2013 alle 05:47 - Reply

    Brava Elisa ! I wish I was there!

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