OD Fulmine al Cage Theatre: live report

Machi155 3 febbraio 2014 2

OD FULMINE

di “Machi” Altieri

Di cosa stiamo parlando? Difficile esprimerlo con una recensione. Ecco di cosa stiamo parlando:

www.facebook.com/odfulmine

OD FULMINE lo potremmo definire un super gruppo.

Un po’ come il G3 (vedi http://it.wikipedia.org/wiki/G3_%28gruppo_musicale%29), ma qui sono in 5 a suonare. Troviamo 2 ex membri dei Meganoidi, l’attuale bassista dei Meganoidi, l’ex cantante e autore degli Esmen ed il chitarrista elettrico dei Numero 6.

Ci troviamo di fronte ad un progetto unico quasi non collocabile in un genere musicale.

Sono rimasto sbalordito da quello che ho sentito.

Siamo di fronte ad un rock folk o ad un cantautorato rock? Non saprei, ma ciò che ammiro immediatamente sono i testi in italiano, che parlano di esperienze, di donne, di viaggi e di sogni.

La grinta del frontman Mattia Cominotto colpisce subito. Giù dai palchi ormai dal 2006 (ex chitarrista dei Meganoidi)  per dedicarsi allo studio di registrazione, la Greenfog, il ragazzo non sembra aver perso lo smalto del rocker indie. Anzi, se con i Meganoidi suonava solo la chitarra elettrica, qui con gli OD Fulmine si piazza al centro del palco e canta impugnando la sua telecaster sunburst: ed e’ la sua la chitarra piu’ rabbiosa.

Una musica leggera che in attimo si scatena in un rock tenuto moderato dalla chitarra di Fabrizio Gelli. Senti una canzone ricca di riff melodici che dopo una piccola pausa, esplode di energia grazie a Jacco e del suo basso distorto.

Sono immobile ed attento perche’ la performance degli OD ti rapisce, non sai dove andranno a parare, non sai cosa ti aspetta, non lo puoi immaginare.

E’ un ottima occasione per deliziarsi le orecchie tornando ad ascoltare, dopo tanti anni, Saverio Malaspina, il batterista dei Meganoidi per ben 5 anni. Con lui alla “macchina del tempo” il piede destro ci mette ben poco per cominciare a muoversi. Una reazione ovvia quando ti trovi a stretto contatto con talenti del genere. Sembra accarezzare le pelli, ma cio’ che viene fuori e’ un groove micidiale per l’ascoltatore.

Semplicemente fantastico quello che si prova nei 30 minuti passati ad ammirarli.

Il punto di incontro della band e’ senza dubbio la Greenfog, dove per varie vicissitudine, i membri sono venuti a conoscenza l’uno dell’altra, in tempi diversi in modi diversi, ognuno per portare avanti il loro progetto personale. Proprio questa conoscenza reciproca nel corso del tempo ha portato alla nascita spontanea, nel 2012, del gruppo e del disco che uscirà ad aprile di questo stesso anno.

Tutto cio’ si rispecchia sul palco, in un connubio perfetto di suoni. I protagonisti si lasciano spazio a vicenda per far suonare i loro strumenti a seconda di quello che vogliono esprimere. Folk graffiante o rock moderno? Ancora no so dirlo. Loro stessi sulla loro pagina facebook riportano “in Bilico tra Husker Du e Luigi Tenco”. Forse hanno ragione loro.

Di questi tempi piu’ che mai non essere classificabile e’ un bene. Cio’ porta su di te una maggiore attenzione.

Possiamo dire che attendiamo il disco in fermento per poter apprezzare appieno tutto quello che questi ragazzacci ci devono dire.

Thumbs up fratelli! Thumbs up!

 

Un ringraziamento particolare va di dovere ai ragazzi del THE CAGE THEATRE che hanno lavorato tanto in questi anni affinche’ a Livorno si possano esibire artisti affermati di alto calibro ed artisti nuovi ed originali.

 

Grazie per l’attenzione

Machi

 

di seguito il primo video degli OD FULMINE – Altrove 2

 

2 commenti »

  1. Matteo 3 febbraio 2014 alle 11:46 - Reply

    Reef si scrive riff… i reef sono gli scogli…

  2. Giovanni 3 febbraio 2014 alle 13:41 - Reply

    Ottimo servizio, scrittura impeccabile, tecnica ammaliante e persuasiva. Decisamente doveroso il filmato che merita l’ascolto e l’applauso. La musica non ha limiti e confini, non necessita di permessi, è libera di volare ed appoggiarsi sui sentimenti, di vivacizzare i sensi. Complimenti ai musicisti ed al redattore dell’articolo.

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