Il momento è ora!

Alessandro Paroli 13 marzo 2014 0

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Ci sono dei momenti nella vita sportiva di un’atleta che fa uno sport “individuale” o di una squadra intera in cui non si può più rimandare. Non si può rimandare il raggiungimento di una crescita, di una maturazione che porta di conseguenza al risultato. Il Livorno è a un bivio della sua stagione. Della sua storia, oserei dire: sì, perché con Spinelli che apparentemente (quando si parla del Presidentissimo niente è certo) è convinto di farla finita con il mondo calcio e quindi con il Livorno Calcio, che prospettive ci sono? Retrocedere in serie B garantirebbe lo stesso appeal per un possibile acquirente? Il rischio di rotolare in serie minori, nel dimenticatoio del calcio italiano, c’è. E poi: tra un anno il Livorno festeggerà 100 anni di storia; una data fondamentale per la società, per la città, per i tifosi, che su questo argomento sono stati molto chiari nei confronti del presidente Spinelli: sostanzialmente, o il centenario in A, oppure tanti saluti (non sto a dire che i toni e i termini della “minaccia” erano ben diversi).

E dunque, domenica scorsa la partita persa sciaguratamente 4-2 con la Samp è diventata una sorta di spartiacque. Il Livorno ha reiterato il brutto vizio di giocare 45 minuti su 90: Conte dice sempre che non se lo può permettere la Juve, figuriamoci il Livorno. Era già successo contro il Verona, due settimane prima, regalando il primo tempo agli scaligeri e prendendo di conseguenza tre gol. In quell’occasione, la reazione nella seconda frazione aveva fatto ben sperare: il 3-2 finale lasciava amaro in bocca, 0 punti, ma qualche speranza. Dopo la trasferta di Genova, la situazione si è purtroppo ribaltata. Vincere 2-0 alla fine del primo tempo non era facile; subire 4 gol in trenta minuti è stata un’impresa non da poco. Peccato.

Come ho scritto nel titolo, il momento è ora. Quel momento. Quello in cui ti rialzi, da squadra, con cattiveria agonistica, getti il cuore oltre l’ostacolo e vai a prenderti il risultato. Quel risultato: la vittoria. Contro il Bologna (due punti in più degli amaranto in classifica) serve quella. Il resto è noia.

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