“Reporting Livorno: Cultura, associazionismo e dintorni”, Radio Cage intervista Il Teatro della Cipolla

RadioCage 20 marzo 2014 0

Blu, Murales Shangay

 

Musica, cinema e teatro. Serate a tema, rassegne cinematografiche e uno dei festival sul genere horror più apprezzato e riconosciuto in tutta la Toscana: il Fi-Pi-Li Horror Festival. Manifestazione che quest’anno arriva alla sua terza edizione e con cui il Teatro della Cipolla, promotore e ideatore dell’evento, spera di coinvolgere tanti appassionati del genere e un pubblico versatile: videomaker, scrittori e chi pensa di mettere alla prova le proprie abilità con il tema della paura. Dal thriller al giallo, fino alla commedia. Per capire di che cosa si tratta, per scoprire i progetti futuri e quelli già presenti del Teatro della Cipolla, abbiamo chiacchierato (e riso) con due dei suoi cinque esponenti: Alessio Porquier e Ciro Di Dato.

Il teatro della Cipolla: nata come compagnia teatrale e oggi è associazione culturale.

Un’associazione versatile che spazia dal cinema al teatro, dalla scrittura ai racconti: che percorso avete fatto, come è nata l’idea della Cipolla? Come vi finanziate? Difficoltà incontrate e soddisfazioni riscontrate.

Alla domanda risponde Alessio Porquier. «Siamo nati abbastanza casualmente alla fine del 2008 come costituzione associativa libera: eravamo degli amici, cercammo di organizzare una serata per la chiusura di un concorso letterario. Fu un primo passo. Non ci chiamavamo in nessun modo, era solo una libera associazione di idee. Poi, dopo questa prima serata, cominciammo a intraprendere l’idea di fare uno spettacolo. L’anno dopo ne facemmo uno che aveva come titolo Scusa mica hai mangiato la cipolla?”: una rielaborazione dell’allora molto in voga epopea mocciana. Uno spettacolo comico sull’amore, che organizzammo per il giorno di San Valentino, al Fuori Centro. Non ci chiamavamo ancora Teatro della Cipolla. L’anno dopo facemmo un nuovo spettacolo “Scusa, mica hai rimangiato la cipolla?”: un seguito ideale, lo facemmo al Grattacielo con più di una data. Ci venne così la voglia di costituirci come forma associativa con il nome che ha adesso. Un tipo di associazione che come la cipolla è rappresentato da diversi strati: io come lo strato più appassionato di cinema, Francesco Mencacci, che è il presidente – la parte legata alla scrittura, alle esperienze di laboratorio di scrittura – Edoardo Bacchelli che rappresenta la parte teatrale, Riccardo Pierassi il web master e poi Ciro Di Dato che costituisce il trait d’union di tutte queste esperienze. Da qualche mese siamo associazione comunale». Continua: «Non abbiamo alcun tipo di finanziamento e questo non ci crea dei problemi. L’unico problema potrebbe essere per il festival: un’esperienza che per guadagnare credibilità ha bisogno di aiuti, sia istituzionali che non. Ci sono tante difficoltà: ognuno di noi ha il proprio lavoro, che ci toglie molto tempo. Le soddisfazioni, però, sono tante: l’appuntamento mensile ai Quattro Mori con il linguaggio del cinema, e poi il festival horror».

Parliamo del Fi-Pi-Li Horror Festival.

«E’ il nostro fiore all’occhiello e quest’anno arriva alla terza edizione.» Continua Ciro Di Dato : «E’ nato nel 2011 per volontà di Alessio; si occupa di genere horror e comprende anche videoproduzioni thriller e cinema indipendente. Il concorso è diviso in tre sezioni: i classici cortometraggi e i videoclip musicali a tema horror e da quest’anno abbiamo inserito anche i video fatti con il cellulare».

Perché la scelta del genere horror? Risponde Alessio Porquier: «Perché ci piace, perché l’horror diverte, perché credo, come spesso ripeto, che “l’horror non fa tendenza ma la tendenza è horror”. Con questo intendo dire che generalmente si sottovaluta il genere horror, e nel contempo la nostra società è carica di paure. Il nostro obiettivo è trasformare in senso artistico queste diffuse esperienze di paura. Il concorso letterario che accompagna il festival, denominato La paura fa novanta, consiste nello scrivere novanta righe sulla paura e rappresenta appunto questo nostro tentativo di fare arte con la paura, di unire l’horror e il drammatico». «E si può anche far ridere con l’horror». aggiunge C.D.D. «Al festival di quest’anno, che durerà quattro giorni, sarà presente un clown: una figura che unisce divertimento e paura». «Inoltre» conclude A.P. «L’Italia è una fucina di ottimi registi del genere horror».

Come si colloca il Fi-Pi-Li festival nel contesto culturale livornese? A proposito di cultura e di Livorno: che cosa pensate di questo binomio?

«Livorno e cultura sono un binomio importante, sono un punto di partenza. Il festival lo vogliamo fare a Livorno perché secondo noi è una città che sa accogliere, una città vitale. Credo che il limite della cultura livornese sia la carente collaborazione tra le varie associazioni che non si cercano, non si “annusano” reciprocamente. Una buona collaborazione, al contrario, è avvenuta nel nostro caso con il Nuovo Teatro delle Commedie che ospiterà il festival come ha fatto lo scorso anno. Se tra associazioni ci unissimo avremmo anche più forza per richiedere il sostegno istituzionale».

Progetti presenti e futuri. Rassegna cinematografica “Fronte del Porto”, eventi tematici, laboratori di scrittura, reading e concorsi letterari.

«Il presente del Teatro della Cipolla è nell’imminente Fi-Pi-Li Horror Festival dal 24 al 27 aprile, nel concorso letterario e nel concorso video collegato al festival, nonché nella rassegna di Fronte del Porto, che unisce cinema, musica, teatro creando unione nelle suggestioni. La rassegna andrà avanti per altri due mesi» risponde A.P e aggiunge «ad aprile proietteremo Shining in pellicola e a maggio Chinatown (Ascolta il podcast per saperne di più sulla prossima rassegna di Fronte del Porto). Altro fronte su cui siamo molto attivi è quello dei laboratori di scrittura tenuti presso la libreria Belforte; sono due corsi giunti al terzo anno di attività più un altro sperimentale per bambini tenuto presso il teatro dei libri in corso Amedeo a Livorno». Il futuro del Teatro della Cipolla ha uno sguardo di ampia prospettiva e fiducia «Vorremmo che in futuro il festival si aprisse a livello nazionale e internazionale, creando collaborazioni, esperienze di studio e di confronto con le altre realtà confrontandosi con altre offerte, altre lingue e culture!» spiega A.P «è questo il modo di rendere costruttiva la fruibilità del pensiero di rete; dobbiamo capire come avvicinare certe esperienze alle nostre, sperimentando, confrontandosi e relazionandosi agli altri e che un giorno il Fi-Pi-Li Horror Festival, diventi un festival internazionale!» conclude A.P.

Per chi fosse interessato a partecipare ai concorsi del Fi-Pi-Li Horror Festival ricordiamo che il giorno di scadenza per inviare i lavori è il 25 marzo, qui, trovate i due bandi di concorso.

Ascoltate il podcast per avere le prossime anticipazioni sulla rassegna di Fronte del Porto e per saperne di più visitate anche le pagine Facebook Teatro della Cipolla, Fi-Pi-Li Horror Festival.


Rosanna Harper, Elisa Rapini, Silvia Trovato

 

 

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