Salvami, Salvati, Salvaci, Salviamoci!

Alessandro Paroli 19 aprile 2014 0

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Torno a scrivere dopo un mese che non lo facevo. Erano i giorni seguenti  Livorno Bologna, sfida salvezza di primaria importanza, vinta con merito ed estenuanti sofferenze dagli amaranto. Si era, all’epoca del mio ultimo articolo, riaccesa e di molto la speranza, la voglia di sperare in una salvezza non più così lontana.

Il ciclo che avrebbe visto opporre il Livorno a Torino,Atalanta e Juventus fuori casa, con l’apparizione fugace dell’Inter in casa, non sembrava neanche così duro..beata ingenuità! Invece in 4 partite, il Livorno aveva raccolto un misero punticino, in casa con i nerazzurri di Mazzarri, grazie ad uno spirito battagliero, ma soprattutto (doveroso ammetterlo) ad un regalo grande così di Freddy Guarin. Ma in fondo si diceva, sempre qualche settimana fa, che la prova reale, quella del 9, sarebbe stata nell’altro super scontro direttissimo: in casa contro il Chievo. Alla vigilia del match, ero assai ottimista e andavo ripetendomi che il Livorno queste gare da “dentro o fuori” raramente le sbaglia, che in casa, lo splendido pubblico avrebbe soffiato sul collo degli avversari e caricato a mille i giocatori di Di Carlo. Come è andata a finire lo sappiamo tutti: con la contestazione della squadra sotto la curva nord, l’incitamento- o meglio l’ordine- a “tirare fuori i c…..”, l’ennesimo “sfogo” non richiesto di Spinelli etc, etc..

La settimana che segue la batosta- nella fattispecie questa- sta passando e la situazione non pare migliorata. Spinelli continua nella sua opera di “scuotere l’ambiente” risultando con le sue minacce(” O facciamo punti a San Siro oppure programmeremo la serie B“) piuttosto poco costruttivo. Ce n’è abbastanza, insomma, per decretare con 5 giornate di anticipo la morte sportiva del Livorno e la sua conseguente ricaduta negli inferi della serie B italiana.

Eppure, chi scrive è convinto che questa squadra la prossima stagione farà festeggiare alla città e a noi tifosi il centenario tanto atteso nella massima serie, nel palcoscenico più bello. Motivazioni a questa mia strampalata  e anche un po’ patetica convinzione? Non ce ne sono di logiche. Potrebbe essere il fatto che il Bologna, plausibile ultima concorrente, non è certo meglio degli amaranto. E il calendario non sorride neanche ai felsinei. Ma si potrebbe obiettare che,se è vero che il Livorno segna quanto una squadra di media fascia, è vero anche che subisce reti quanto nessun altro; e questo non-equilibrio per una pretendente alla salvezza è evidentemente un limite enorme. E poi c’è il Sassuolo che si sta risollevando e il Chievo che appare molto lontano.

Sembra tutto scritto, da tempo. Cosa si può sperare da una squadra che si aggrappa costantemente al suo uomo simbolo, Paulinho, e che oltretutto perde alcuni dei suoi uomini migliori per infortunio (Emerson e Ceccherini)? Non c’è più niente a cui appigliarsi, apparentemente; ma c’è un momento nella vita sportiva di un soggetto-sia esso squadra o individuo singolo- in cui non c’è più niente da perdere. Quando tutti ti danno per spacciato, per morto, quando neanche la scaramanzia fa più il suo effetto capita che qualcosa scatti nella testa di quel soggetto sportivo: e le imprese più impensabili prendano forma senza che nessuno se ne accorga. Perché quando qualcuno se ne accorgerà sarà ormai troppo tardi…e il Livorno si sarà salvato davvero.

 

Magari domani mi sveglierò, molto sudato, e asciugherò via tutte le fantasie e le speranze. Però, chissà..

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