“Od Fulmine”: la nostra recensione

Machi155 29 aprile 2014 1

od fukmine ok

Od Fulmine? Il loro album di esordio (omonimo) e’ proprio come un temporale: il cielo e’ sereno ma subito monta il grigio delle nuvole, poi intravedi il sole ma all’improvviso le nuvole riprendono il sopravvento e tutto si rifa’ grigio e cade un enorme temporale.

Non e’ un album di facile ascolto.

I testi sono profondi, cupi, introversi. Come il cielo viola che precede una burrasca.

Si scorge pero’ un certo ottimismo, una speranza. Abbiamo una chance di poter andare al mare quando tutto sara’ finito.

Un album che ti tiene in bilico, proprio come su di una imbarcazione spezzata a meta’ (loro stessi usano questa metafora per descriversi).

Ritmi diversi si susseguono incatenati alla perfezione, tanto che l’album scivola via veloce fino alla fine.

Al che ti domandi “Ma cosa ho ascoltato?” e lo rimetti da capo. Con il secondo ascolto scorgi tante piu’ cose, riesci ad entrare in sintonia con l’autore ed apprezzi gli aspetti che gli Od Fulmine volevano mettere in evidenza.

Indie? Post rock? Grunge?

Veramente difficoltoso circoscriverlo in uno o piu’ generi.

Lo definirei un rock moderato. La grinta non manca e le sonorita’ portano Altrove (2).

Ci troviamo di fronte a quello che gli Od ci vogliono dire, ma ancora non si sono espressi chiaramente.

Indecisione? No!

Gli Od sono questo. Un cacciucco di persone estremamente diverse dal punto di vista musicale, che si sono riunite in una sola formazione.

Quello che ne fuoriesce e’ un connubio di post rock e rock melodico, adatto a tutti quelli che non cercano musica scontata. Non ci trociamo pero’ di fronte a musica colma di tecnica sopraffina, anzi, tutt’altro. Musica semplice che punta dritto al cuore e che sa come farlo commuovere.

Il semplice fatto bene.

L’usuale ascoltatore radio italiano, non disnerebbe affatto. Apprezzerebbe. Tante tracce sono proprio quello di cui necessiterebbero le playlist delle nostre radio nazionali (40 giorni).

I suoni sono duri, e’ vero!

Ma c’e’ un passaggio nell’album che merita particolare attenzione. Inizia con 40 giorni e finisce con Da quel giorno. Meglio se restingiamo il campo tra 5 cose e Ghiaccio 9. Qui veramente si nota l’essenza vera degli Od Fulmine: la pace! Un connubio perfetto di basso, batteria chitarra e voce, veramente da capogiro.

In questa parte possiamo seguire le parole senza troppa fatica ed apprezzare la bellezza della voce di Mattia. Il folk-blues di I preti dormono e poi Ghiaccio 9 che ti stravolge! Con quel basso noise sul finale…

Le ultime due tracce ti riproiettano nel noise e nel folk rock piu’ veloce ed aggressivo. L’ending di Fine dei Desideri da bibbia per gli amanti del noise rock piu’ ambient che esista.

Considerazione particolare e’ rivolta a Saverio Malaspina. La batteria e’ uno strumento che passa facilmente in secondo piano. Qui va dato nota al Save di aver svolto un lavoro egregio, donando cattiveria e profondita’ quando richiesto, tanto quanto gioia e scelleratezza quando invece la canzone lo richiede.

I suoni modulati alla perfezione lasciano scorgere passaggi da brivido per l’alscoltatore piu’ esigente.

Bravi OD!

C’e’ del buono in questo lavoro.

Sembra di vivere un amicizia!

Un commento »

  1. luisa 29 aprile 2014 alle 17:41 - Reply

    Machi, sei un grande. Bellissima recensione che ti coinvolge al punto che ti sembra di essere in ascolto della musica e testo. Ti ammiro. Bravo, continua così.

Lascia un commento »