Fi-Pi-Li Horror Festival: il nostro live report

Silvia Trovato 16 maggio 2014 0

 

di Rosanna Harper e Silvia Trovato

La terza edizione del Fi-Pi-Li Horror Festival, immaginato, ideato e organizzato dal mirabolante team del Teatro della cipolla, ha richiamato in città alcuni nomi conosciuti, noti soprattutto per i loro lavori: molti considerati “cult” tra gli estimatori del genere horror. Pupi Avati ha inaugurato il festival: il regista ha calcato il palco del cinema Quattro Mori, dove è arrivato per fare due chiacchiere con il pubblico, prima della proiezione di “La casa dalle finestre che ridono”. La sua presenza si è alternata a quella di altri due registi molto conosciuti: Ruggero Deodato e Lamberto Bava che, invece, hanno soggiornato a Livorno per tutta la durata del festival.  RadioCage ha intervistato Ruggero Deodato, Lamberto Bava e il critico cinematografico Federico Frusciante a partire dall’autore di “Cannibal Holocaust”.

Uscito nel 1980, il film è considerato uno dei miglior prodotti del genere “cannibal”. Deodato ha dichiarato che Quentin Tarantino, durante la proiezione del film (che non aveva mai visto) al Festival del Cinema di Venezia, è rimasto sconvolto. Al termine gli avrebbe chiesto informazioni sugli effetti speciali. Il regista ci ha raccontato cosa pensa riguardo la paura, come ha concepito il film che lo ha consacrato a livello internazionale, dei riferimenti al Neorealismo. Ci ha raccontato dei lavori svolti per la pubblicità, delle sue collaborazioni con alcuni importanti registi: Rossellini, Corbucci, Bolognini dai quali ha acquisito crudeltà, ritmo ed eleganza. Ci ha parlato dei registi che apprezza, come Sorrentino e Ridley Scott. Di seguito la sua intervista e alcuni estrapolati. “Il mio è un genere che si ispira al neorealismo”. «La paura è quello che non conosciamo, quello che non possiamo prevedere: l’oltretomba fa paura, Cannibal Holocaust non fa paura». «Cannibal Holocaust è stato concepito in un periodo di forte violenza: penso al terrorismo e al modo, incessante, con cui i telegiornali passavano le notizie». «Vengo dalla scuola rosselliniana: ho realizzato 7 film con Roberto Rossellini e mi ispiro al Neorealismo. In Cannibal Holocaust faccio vedere la realtà, il realismo della società. Se penso a “Roma Città aperta”, penso a un film forte».


L’altro regista con cui abbiamo parlato è Lamberto Bava che, per il Fi-Pi-Li Horror Festival, ha presenziato, nel ruolo di docente, un workshop di regia cinematografica. Il regista romano, molto famoso per avere realizzato la saga fantasy per la televisione “Fantaghirò”, è l’autore ma anche il diretto protagonista di diverse pellicole horror-thriller: Macabro, Démoni, La maschera del demonio, il più recente Ghost Son, tanto per citarne alcuni. Anche Bava ci ha raccontato che cosa intende per paura, che cosa potrebbe essere “cult”, che cosa consiglia ad un giovane regista. Tra i suoi film preferiti, ci ha dichiarato, c’è Blade Runner di Ridley Scott. Di seguito la sua intervista e alcuni estrapolati. “La paura nei film è qualcosa che serve a scaricare, a divertire”. «La paura è una pulsione che quando è motivata da un film è un qualcosa che serve a scaricarti e a divertirti». «Per cult penso a Fantaghirò per la tv e a Démoni: un film ancora recente, non un retaggio passato». «Ad un giovane regista consiglio di andare all’estero, e di crederci sempre».

Federico Frusciante, sagace, affascinante, sardonico, sapiente e imprevedibile critico cinematografico livornese, è stato al centro di numerosi eventi per tutti i giorni del Fi-Pi-Li Horror Festival dove ha fatto anche da giurato per la sezione dei concorsi video. Federico Frusciante ha introdotto film, è stato al centro di incontri e conferenze, e a noi di Radio Cage ha rilasciato una lunghissima intervista, un viaggio nel mondo del cinema, della cultura e della società, un viaggio con un ritmo da locomotiva impazzita, notturno ed entusiasta come certe rivelazioni che arrivano al calar del Sole. Frusciante per la Licaoni Production produce circa una volta al mese delle video recensioni su film di ogni genere, spaziando nel tempo, nella storia del cinema e nelle ultime novità e instancabile gira tutta l’Italia dove è invitato in tantissimi festival di cinema indipendente. Con Frusciante abbiamo parlato di paura, di cinema in ogni dimensione con particolare attenzione al cinema horror, di film da consigliare e della vita culturale del Belpaese e della città di Livorno «Negli ultimi venti anni c’è stato un materialismo sbagliato che ha appiattito la fantasia degli italiani; l’horror arriva con l’ampiezza di visione, è una reazione. Il cinema buono non horror nasce se c’è quello horror, Fellini era un grande amante di Mario Bava. Il cinema horror è cinema politico, cinema che dà fastidio: niente dà più fastidio al potere quando è costituito e dittatoriale di qualcosa che fa riflettere il popolo attraverso l’intrattenimento e non attraverso il tedio».


Rosanna Harper, Silvia Trovato
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