“Safari”: con il teatro il carcere si apre alle scuole cittadine

RadioCage 26 maggio 2014 0

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(il laboratorio della Casa Circondariale di Livorno a Effetto Venezia, foto di Federico Bernini)

Giovedì 29 maggio le scuole superiori cittadine entrreranno nuovamente nella Casa Circondariale di Livorno per assistere alla rappresentazione dello spettacolo “Safari”, frutto del lavoro svolto nel periodo compreso tra gennaio e maggio dai partecipanti al laboratorio teatrale promosso da Arci Solidarietà Livorno nell’istituto.

Si tratta di un ulteriore esito di “Teatro in Carcere”, progetto sviluppato in modo continuativo da Arci Solidarietà in collaborazione con la Direzione della Casa Circondariale, e attuato con il sostegno della Regione Toscana e del Comune di Livorno.

“Safari” è stato presentatato per la prima volta al Teatro Goldoni nello scorso aprile, nell’ambito delle celebrazioni per la Liberazione, in collaborazione con il Coordinamento Femminile ANPI-ANPPIA e con la partecipazione dell’Istituto Musicale Mascagni e delle scuole di danza cittadine Arabesque, ArteDanza, Atelier delle Arti, Exit Danza T, Laboratorio di Danza e Movimento.

Saranno 16 i detenuti impegnati nella rappresentazione, che verrà proposta a un pubblico composto da diverse classi del Liceo “Enriques” e dell’ITC “Vespucci”. E’ prevista anche una rappresentazione per un pubblico di detenuti ospiti nella Casa Circondariale.

“Safari” è un lavoro liberamente ispirato alla fiaba di Peter Pan. La principale differenza è che stavolta l’isola c’è. Si può trovare facilmente, su qualsiasi mappa, a metà strada tra le coste africane e quelle italiane. E’ sempre in mezzo al mare, ma non si raggiunge in volo: bisogna salire su un barcone. E tuttavia “Safari” è ancora una fiaba: si perdono le ombre, si incontrano le sirene, si fa la guerra contro Capitan Uncino. E insieme ai bambini perduti ci si attende che dall’altra parte, nel mondo vero, ci siano madri e padri fatti su misura per noi, madri e padri che ci aspettano: anche se sono impegnati in un talk-show, anche se sono usciti per andare al centro commerciale. Si ride, si recitano filastrocche e si resta sospesi in un velo, tra fantasia e realtà, tra indignazione e oblio, tra slanci di pietas e miserie quotidiane: senza mai superare la distanza di sicurezza e illudendoci di essere dentro un safari, dietro a uno schermo come dietro a un finestrino, seduti accanto a una guida che ci racconta un mondo che vorremmo esotico e lontano.

Testo e messa in scena sono di Alessio Traversi. La messa in scena è stata realizzata con la collaborazione di Giovanna Gorelli. Francesca Ricci ha curato l’organizzazione generale dell’evento, mentre l’organizzazione interna è stata curata da Cristina De Santis. Una parte dei costumi è stata messa a disposizione dalla Fondazione Goldoni.

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