“La guerra in scatola”: in carcere e ad Effetto Venezia

RadioCage 17 luglio 2014 0

la_guerra_in_scatola

La guerra in scatola”, farsa tragicomica liberamente ispirata all’Iliade, è uno degli esiti del laboratorio teatrale di Arci Solidarietà nella Casa Circondariale di Livorno. Nei prossimi giorni sarà pubblicamente rappresentata in più occasioni e in più versioni.

Si comincia mercoledì 23 luglio con la sua messa in scena in una versione per oltre quindici detenuti all’interno del carcere, per un pubblico composto anche da esterni e in una giornata che prevede anche l’esibizione del coro “Monday Girls” del maestro Cristiano Grasso.

Venerdì 1 agosto lo spettacolo sarà invece rappresentato in piazza del Luogo Pio nell’ambito di Effetto Venezia, in una versione che prevede la partecipazione di 5 scuole di danza cittadine (Arabesque, ArteDanza, Atelier delle Arti, Exit Danza T, Laboratorio di Danza e Movimento), per un evento promosso anche dalla appena avviata GiovaniSì Factory di Livorno.

E’ inoltre in allestimento un versione ridotta, denominata “La guerra in casa” e intepretata da due soli attori, che sarà messa a disposizione, ancora nell’ambito di Effetto Venezia, per l’iniziativa degli spettacoli “a domiclio” su prenotazione da rappresentarsi in casa dei cittadini.

E’ infine previsto che una delle “case” in cui Effetto Venezia porterà i suoi spettacoli “a domicilio” sia proprio la Casa Circondariale di Livorno.

La scheda dello spettacolo: 

.

LA GUERRA IN SCATOLA
liberamente ispirato all’Iliade

un progetto di Arci Solidarietà Livorno

con il contributo della Regione Toscana (progetto “Teatro in carcere”) e del Comune di Livorno

in collaborazione con la Direzione della Casa Circondariale di Livorno e con il Coordinamento Femminile ANPI-ANPPIA

con la partecipazione delle scuole di danza: Arabesque, Atelier delle Arti, ArteDanza, Ex-it Danza T, Laboratorio di Danza e Movimento

ideazione e messa in scena: Alessio Traversi

con gli attori del Laboratorio della Casa Circondariale di Livorno

organizzazione interna: Cristina De Santis
organizzazione generale: Francesca Ricci
supporto tecnico: Federico Paoli

Le marce diventano sfilate, le battaglie serate danzanti, i duelli liti da pianerottolo, le veglie funebri lagne da aperitivo. Mettiamoci un po’ di glamour, perché ormai anche fare l’eroe è diventato un lavoraccio. E persino le carneficine possono diventare una noia: si muore, si muore, si muore e poi si bruciano i sacchi sulle pire. Verrebbe proprio voglia di restare chiusi nella tenda, come Achille, a suonare la cetra. A meno che non ci facciano un’offerta unica, un’offerta incredibile, un’offerta che non si può rifiutare: fare la guerra per un mondo nuovo. E noi la faremo, ma con eleganza: anche trascinare il corpo di Ettore caduto sul campo di battaglia può farci sembrare ancora umani, se si usa un carrello del supermercato. E se poi, alla fine di tutto, il mondo nuovo non ci fosse, ci arrangeremo lo stesso: faremo finta che ci sia e ci arriveremo, magari su un barcone guidato da uno scafista. Sempre che il barcone non affondi a trenta metri dalla riva.
“La guerra in scatola” affronta in chiave grottesca i temi e la trama dell’Iliade, con un meccanismo di ribaltamento volto a mettere in crisi l’idea dell’eroe invincibile e a trasformare il conflitto epico in una guerra tra bande. E se le regole del gioco sono chiare e si basano sull’universale legge del “noi contro voi”, metterle in scena significa anche scardinarle per dimostrare che, una volta che il campo di battaglia è ridotto a un ammasso di macerie, non resta che provare a ricostruire un dialogo.

Lascia un commento »