Storie di Danza: Atelier delle Arti

Silvia Trovato 31 luglio 2014 0

Continuiamo ad esplorare le scuole di danza di Livorno che stanno preparando lo spettacolo teatrale “La guerra in scatola” che sarà portato in scena venerdì 1 agosto, in piazza del Luogo Pio alle 22, nella cornice di Effetto Venezia. Silvia Trovato, responsabile della Giovanisì Factory Livorno, ha intervistato Chelo Zoppi, fondatrice dell’associazione culturale “Atelier delle Arti” e le ballerine che stanno preparando una delle coreografie dello spettacolo. L’associazione culturale Atelier delle Arti nasce nel 1985 grazie a Chelo Zoppi; la sua cifra stilistica è nell’indirizzo contemporaneo e performativo, nella forte connessione alle arti visive, inserite in un percorso accademico e pratico fortemente contemporaneo.

Chelo Zoppi, direttrice artistica Atelier delle Arti

«La danza a Livorno è indietro di 30 anni a livello concettuale; la danza non è intrattenimento, non si danza solo se si ha un corpo ben fatto. Manca il progetto politico culturale che poteva spostare la prospettiva della nostra città. C’è un vuoto enorme, un impoverimento del senso personale e critico. Ci troviamo a frequentare il teatro con le stesse aspettative di quando accendiamo la televisione. Lo spettacolo dal vivo è un’altra cosa e va preservata la sua peculiarità. Per i danzatori non servono i concorsi, la danza è comunicazione e non prestazione, è un’arte che deve emozionare, rimandare a una riflessione interiore, far spostare lo sguardo verso prospettive diverse. Il corpo è il nostro strumento di espressione; il corpo si muove e parla il resto è televisione».


Elena Marchi, ballerina

«Per vivere al meglio la dimensione della danza servono buoni insegnanti. Consiglio di spostarsi, andare via da Livorno per studiare per brevi periodi, per seminari e borse di studio. Fare esperienze e difendere la curiosità di andare».

Asia Pucci, ballerina

«Dobbiamo vivere l’esperienza del non sentirsi “sicuri”, dello spostamento, per allargare le possibilità nella danza e avere la fortuna di trovare nel percorso persone che indirizzino verso una giusta esperienza culturale».

Caterina Ceccarini, ballerina

«La danza è idea e socialità. Se c’è qualcosa che vorrei consigliare è di stare attenti alle competenze di chi insegna la passione per questa disciplina».

Francesca Nannicini, ballerina

«Allargare le possibilità della danza significa secondo me aprire a nuovi generi, nuovi confronti. La danza esplora e dà energia».

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