“Premio Ciampi, vent’anni di musica, parole immagini” – un libro a cura di Franco Carratori. Con la partecipazione di Bobo Rondelli, Gatti Mézzi, Erriquez Greppi della Bandabardò e altri amici: la recensione

Federico Paoli 31 ottobre 2014 0

di Verso Blu

DSC00166_bassaIl rosso delle mura, alla Bodeguita, come quello del vino, o della copertina di un libro che ieri “ha fatto serata”. Un motivo in più per sancire un’unione di intenti, di sguardi, per ritrovarsi intorno a un tavolo e sparlare; per poi rivolgersi al pubblico, raccontarsi, rivendicare e, infine, imbracciare gli strumenti, che tanto alla musica mai si dice no. E ancora Piero al centro dell’attenzione, in una serata di fine ottobre, che ha portato il Premio Ciampi dentro una vecchia cantina in Venezia che più caratteristica di così si muore. Lì, Franco Carratori ha presentato il suo libro “Premio Ciampi, vent’anni di musica, parole immagini”; un omaggio necessario, una speranza per il futuro, “ma – tiene a dire Franco – non è una “celebrazione”, bensì la testimonianza di un percorso collettivo volto a determinare un DSC00174_bassariferimento in Italia per la canzone d’autore e la musica di qualità”. Con Franco, e un sacco di agente, c’erano anche Bobo Rondelli, Erriquez Greppi della Bandabardò, i Gatti Mézzi e Nino Pellegrini. Tutti “inciampati” in una di quelle occasioni rare. “Inciampati”, come il titolo dell’intervento che Guido Siliotto (giornalista e membro della giuria del Premio) fa nel libro a cura di Franco Carratori. E’ lì che ho trovato uno spunto interessante, perché Guido si chiede: “Cosa ne penserebbe Piero Ciampi del Premio Ciampi? Cosa risponderebbe a tutte quelle belle parole che siamo soliti spendere per lui?”. E si risponde così: “Se Ciampi fosse qui ad ascoltarci e potesse risponderci, non farebbe altro che mandarci tutti affanculo”.
Sono d’accordo con Guido. Tuttavia, penso che ieri sera alla Bodeguita Piero sarebbe stato bene, a suo agio, in una situazione che avrebbe tirato fuori la sua ironia e la sua dolcezza, più che la rabbia o la malinconia. DSC00191-bassajpgPoi magari se ne sarebbe andato, di punto in bianco, come ha fatto Bobo, con quel carattere un po’così, dopo aver detto che: “La mia vita assomiglia un po’ a quella di Piero, a parte il dono di poeta”. Invece i Gatti Mézzi ringraziano il Premio Ciampi, “perché – dicono – il premio vinto nel 2007 ci ha dato credibilità; da allora hanno smesso di pagarci con le arance e hanno iniziato a darci qualche soldo”. Sulla stessa linea le parole di Erriquez, che vinse il Ciampi nel 1996 con la Bandabardò: “Voi del Premio Ciampi avete capito subito il nostro primo disco e ci avete dato una spinta per diventare ciò che siamo”.

Lascia un commento »