The Cage Theatre Paolo Benvegnù presenta il nuovo album “Earth Hotel”: la recensione

Federico Paoli 2 novembre 2014 0

di Verso Blu
“Piero Ciampi, quanta forza, quanta disperazione. Piero è un Orlando furioso dei nostri tempi”. Lo dice dal palco del The Cage Theatre, Paolo Benvegnù, e poi attacca un pezzo che si chiama proprio “Orlando”, che a un certo punto fa così: “È un nuovo giorno/Il giorno in cui avrò cura di te/E se vorrai svegliarti/Vedremo il sole sorgere/E la notte cadere giù dalle autostrade”. Il momento cade nel cuore del concerto che ha portato il Premio Ciampi dentro il teatro Mascagni di Villa Corridi, dove Benvegnù ha presentato il suo nuovo disco “Earth Hotel”, uscito a ottobre per Woodworm Music.
C’è qualcosa in comune tra Paolo e Piero? Forse sì, la malinconia e il tema dell’amore, sviscerato in ogni dove. La differenza, invece, è che se il linguaggio di Piero è diretto, quello di Paolo decisamente più implicito. Benvegnù (che vince il Premio Ciampi nel 1997 con gli Scisma) non osa cantare i brani di Ciampi, perché, dice: “Ne ho troppo rispetto, lui aveva un livello di comprensione che io non ho, e siccome basta poco per trasformare un bellissimo ricordo in un melodramma, preferisco evitare e tenere Piero nell’Olimpo dei miei desideri”. Tanto di cappello, l’umiltà è cosa rara a certi livelli. Quindi il concerto di Paolo al The Cage è una sventola di venti brani del suo repertorio. Impegnativo, non c’è dubbio, ci vuole l’umore giusto per sentirlo e una capacità di entrare dentro certe immagini del pensiero, quelle che la foga della routine rende sfocate, ma ci sono, e Paolo le porta a galla. “Nello spazio profondo”, brano di apertura, “le parole sono pietre ambiziose, vizio di forma innaturale, grondano miele nel vuoto assoluto, siderale”. E allora si cerchi “Una nuova innocenza”, “carne e sangue”, “consegnerai il tuo corpo alla dolcezza”, “e fioriranno rose d’incoscienza, trovandoti senza cercarti mai”. Tra i brani di “Earth Hotel”, l’albero Terra in cui l’amore trova posto in ogni sua declinazione, la scaletta alterna i cavalli di battaglia, come “Il mare verticale”, o l’intramontabile “Cerchi nell’acqua”, che chiude un concerto che ci manda a casa un po’ più profondi. La tracklist: Nello spazio profondo – Una nuova innocenza – Avenida silencio – Feed the distruction – Love is talking – Avanzate, ascoltate – Moses – Orlando – Divisionisti – Piccola pornografia urbana – Quando passa lei – Il mare verticale – Io ho visto. Bis 1: Stefan Zweig – Hannah – La schiena – E’ solo un sogno. Bis 2: Andromeda Maria – Sempiterni sguardi e primati – Cerchi nell’acqua.

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