Piccoli Animali Senza Espressione – Il nuovo disco “Cerco casa vista Marte” e la prima assoluta del live in 3D audio: la recensione

Federico Paoli 3 novembre 2014 0

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di Verso Blu

Se vogliamo, ogni concerto può essere un viaggio sonoro. Piccolo, grande, modesto, sospeso o esilarante. Quello dei Piccoli Animali Senza Espressione, gruppo livornese che a Percorsi Musicali ha presentato il nuovo disco “Cerco casa vista Marte”, è un tentativo di mettere le ali al pubblico e portarlo in un cerchio di percezioni virtuali, avvolgenti strali di un cammino che eleva fin dove può l’immaginazione. Chiudere gli occhi e avvalersi di un ascolto in tecnologia 3D, implementata live grazie ai suoni dell’ingegnere Luigi Agostini, è un modo per provarci e lasciarsi trasportare. Io ci ho provato, ho sentito l’effetto che fa, e poi ho aperto gli occhi per concentrarmi sulle immagini proiettate sul palco da Vj Giordz, una video performer che realizza sequenze e filmati che accompagnano la musica, costruendo un ambiente che in effetti sorprende e non lascia anonimi.
Non mi ha lasciato vuoto neanche il modo in cui i PASE (questo il loro acronimo) hanno trattato Piero Ciampi, proponendo una cover di “Miserere” che ha il merito di non compiangerlo, bensì lo rivitalizza con una pasta fatta di pase2_bassaelettronica, rullante e una vena psichedelica intrigante. Niente di banale, insomma, come del resto tutto il concerto, suonato da musicisti che sanno il fatto loro: Andrea Fusario (basso), Filippo Trombi (chitarra), Luca Brunelli Felicetti (batteria); il cantante è Edoardo Bacchelli, che oltre alla voce porta sul palco la sua presenza teatrale, che gli deriva dall’esperienza di attore. Cosa che si nota particolarmente quando Edoardo resta solo sul palco a cantare “Sarà di nuovo estate”, brano intimo e meditabondo, impreziosito dall’intervento alla chitarra e sugli arrangiamenti di Robin Guthrie dei Cocteau Twins, un mito per i PASE. L’unico brano suonato due volte, invece, è “Instant Pharma”, il singolo per eccellenza, canzone pop-dance che scherza sugli eccessi farmacologici. Per il resto, “Cerco casa vista Marte” segna una certa discontinuità rispetto al disco d’esordio “This Incanto”, per un approccio musicalmente più analogico e un maggior ancoraggio alla realtà dal punto di vista testuale. Linee melodiche più morbide e ambienti sonori dilatati rendono l’opera una matura prova di sofisticato pop/rock cantautorale.

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